Ti éstin? che cos'è?

Interrogare il simbolo

estratto dal libro "La terra senza il male" di Umberto Galimberti


...perché non ha senso cercare il significato di una rappresentazione simbolica


Non possiamo chiederci che cosa significa un simbolo e come lo si può interpretare.

I simboli non significano e non si interpretano. Non rispondono al Ti éstin platonico, alla domanda che chiede che cosa una cosa è, o che cosa significa. Per questo il capo dei Pueblos Taos, cui Jung chiede che cosa pensa, risponde "nulla".

... l'ordine simbolico non risponde a interrogazioni promosse dall'ordine semantico. ... In questo senso Jung può parlare di storicità del "simbolo" e di sua conversione in "segno", ogniqualvolta un contenuto simbolico si lascia formulare in termini concettuali, secondo i criteri della chiarezza e della distinzione.

Comprendiamo allora come non abbia senso cercare il significato di una rappresentazione simbolica, perché questa nasce proprio dal fallimento della rappresentazione concettuale, e dura finché la rappresentazione concettuale non è restaurata.

La semiologia (scienza dei segni) non può interrogare la simbologia ... poiché i simboli nascono proprio quando non ci sono risposte alle sue domande.

Ma per pro-vocare il simbolo, per "chiamarlo" il più possibile alla produzione di un senso, occorre per prima cosa trans-gredire l'ordine semantico, nel senso letterale di "procedere oltre" i suoi segni codificati...

L'uomo chiede al pensiero simbolico di fornirgli un nuovo sistema di riferimento - scrive Lévi-Strauss. ...

La caduta della comprensione teorica non arresta il proseguimento della vicenda umana. Sembra, infatti, che all'uomo sia stato assegnato il compito di procedere al di là della sua possibile comprensione, senza per questo rinunciare a quell'apertura al senso in cui affondano le radici della sua essenza.

 

U. Galimberti, La terra senza il male, Feltrinelli, 1984, p. 73-76