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Invisibili Sinergie è la rubrica dove raccolgo "cose"..., come nel "brogliaccio" che il grande Salvatore Guglielmino (autore della Guida al Novecento, il mio primo "testo sacro"...) ci ha insegnato a portare sempre con noi, ai tempi del liceo, per annotare le cose che ci "colgono nel cuore" e che, naturalmente, desideriamo condividere... L.F.

 

 

Invisibili Sinergie

il nostro "brogliaccio"...

ovvero news, citazioni, appunti e spunti

(appunti di scienza noetica)


R. Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston

"Il vostro corpo, dalla punta del becco alla coda, dall'una all'altra punta delle ali, non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero, visibile, concreta. Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero"

 


SIGNIFICATO della vita: ESPERIENZA O RICERCA?

 

 

"Abbiamo tutti bisogno di raccontare e capire la nostra storia, di comprendere la morte e di tenerle testa. ... Abbiamo tutti bisogno di trovare un significato nella vita, di toccare l'eterno, di capire il mistero e di scoprire chi siamo" (B. Moyers)

Il RAPIMENTO DEL VIVERE:

"E' la mente che ha a che fare con il significato. Qual è il significato di un fiore? C'è una storia zen su un sermone di Buddha, in cui egli si limita a raccogliere un fiore. Soltanto un uomo gli fece un cenno con gli occhi perché aveva capito ciò che era stato detto. ... Non esiste un significato. Qual è il significato dell'universo? E quale il significato di una pulce? Il loro esistere. Ecco tutto. Il tuo significato è che esisti. Siamo così impegnati nel tentativo di raggiungere scopi esteriori da dimenticare il valore interiore, il rapimento dell'essere vivi" (Joseph Campbell, Il potere del mito)

A nostro avviso:

A nostro avviso, le posizioni di Moyers e di Campbell non si escludono a vicenda: non potrebbe l'una - la ricerca - essere conseguenza dell'altra? "Auspicabile" conseguenza, a mio avviso!
E' vero, siamo qui per "fare" esperienza, innanzitutto. E fare esperienza significa, anche, lasciarci "rapire dalla vita", senza cercare troppo di razionalizzarla.. e godere del suo rapimento, assaporarlo in ogni sua sfumatura, aderendo pienamente ad essa, con tutto il nostro essere: corpo, mente, spirito e anima!

E la nostra anima, o comunque la parte più profonda di noi, certamente la comprende, anche se non gliela spiego.. Tuttavia, come esseri umani dotati di anima, appunto, e di spirito (ovvero di una parte razionale ed una emozionale), abbiamo anche la possibilità di portare consapevolezza a ciò che viviamo, a ciò che siamo, a ciò cui, nel profondo, ognuno di noi aspira. Gli antichi chiamavano questo processo "solarizzazione dell'inconscio", non perché la luce sia superiore all'ombra ma, forse, perché l'una e l'altra poteveno in qualche modo essere integrate.

Se pur godo del "rapimento del vivere", ma non mi interrogo sulla vita.. resto inconsapevole, inconsapevole fruitore di una meraviglia, ma pur sempre inconsapevole, come - troppo spesso - si rivela la maggior parte del nostro cammino su questa terra.
E' la mente che ha a che fare col significato: è vero. Ma la mente può essere proprio ciò che "collega" le parti divise di noi, quella che può operare il ricongiungimento della diade, il "matrimonio" - sacro - che riporta all'UNO e di cui, in fondo in fondo, tutti i miti narrano (come Campbell insegna). La conquista: il riconoscimento della nostra "vera identità".

Una possibilità in più, tutto lì.. Vivo, dunque, cosciente di permanere nell'hic et nunc ma, al contempo, mi faccio "osservatore" del mio vivere.. consapevole del "doppio campo" nel quale la mia esistenza si inscrive: un qui che è, anche, un là.. è il farsi attori, spettatori e, soprattutto, registi della vita che mettiamo sulla scena.


Capaci di vivere entrambi gli stati - il mondo della scena e quello del retroscena - della finzione che si fa realtà e della realtà che, "credo", esser tale.
Forse, perché no, partecipi entrambi della stessa virtualità...

Loredana Filippi


La Gioia "è" con noi..

Non posso non condividere questo augurio, ricevuto oggi stesso...

Lo condivido unitamente a questa speranza: che il mondo che ci circonda, grande "specchio" nel quale possiamo legger - sempre e ovunque - di noi e della nostra vita, appaia anche come ulteriore possibilità di completamento, nella simmetria che ci propone e che ci mostra.. Non per contrapporci ad essa, ma per integrarla: per comprendere (letteralmente "prendere insieme") - proprio attraverso ciò che "appare diverso", rovesciato - quella parte di noi che non ci è dato di vedere e riconoscere.. Sia essa bella o brutta, buona o cattiva.. al di là di ogni dualistica interpretazione!
La gioia È con noi!

Loredana


Natale 2015

Non attender che dio su te discenda
e che ti dica: sono.
Senso alcuno non ha quel dio che afferma
l'onnipotenza sua.

Sentilo Tu,
nel soffio ond'ei ti ha colmo
da che respiri e sei.

Quando, non sai perché, ti avvampa il cuore,
è lui che in te si esprime.

Rainer Maria Rilke


La paura è un'arma potentissima...

di Sergio Ragaini

"la paura è un'arma potentissima. Dopo che l'hai generata, si propone la protezione. Il meccanismo è facile: si fa paura, si genera paura, e poi ci si erge a protettori.
Dopo che la gente è spaventata, gli si propone quello che si vuole.
Ricordo la manifestazione dei No Expo l'1 maggio 2015, in occasione dell'apertura di Expo. Come sempre, in questi casi, compaiono i "soliti" black bloc. Il tutto sapeva di finzione lontano un miglio: si è mai visto qualcuno che riprende scene di guerriglia urbana con una telecamera completamente ferma, e con voce calma e tranquilla? Almeno la telecamera avrebbe dovuto essere traballante e la voce concitata! Pareva la scena di un film!
Ancora, persone che si dileguano sotto gli occhi di un nugolo di poliziotti armati di tutto punto? Dopo essersi cambiati, e quindi essere rimasti disarmati? Persone che compiono atti vandalici in gruppi di due o tre, isolati dagli altri, e che vengono lasciati fare?
Come dicevo, pareva un film. Ma la gente ci credeva e identificava i manifestanti no Expo con questi Black Bloc.
Risultato: La gente finirà per chiedere di non permettere più le manifestazioni, perché altrimenti arrivano i Black Bloc.
E' solo un esempio, per dire che questi atti sono atti che favoriscono il Sistema. Atti che portano le persone a chiedere protezione al Sistema. Che vuol dire limitazione della libertà personale e collettiva. Niente più manifestazioni, un giorno, e sarà la gente a chiederlo!
Il sistema non dovrà più limitare la libertà: sarà la gente a chiedere di farlo! La limitazione e il controllo avverrà non più come imposizione, ma chiesta dal popolo a gran voce. Sarà la gente a "pregare" il Sistema di vietare le manifestazioni, di instaurare il coprifuoco e così via.
Alla fine, quello che da questi episodi esce vincitore è solo il Sistema, lo Status Quo. Esce vincitore chi vuole che non cambi nulla, che ttto torni indietro.
Guerriglia urbana? Sono d'accordo! Ma in guerra vige la Legge Militare, non quella civile. E saranno le persone stesse a chiederlo. Saranno le persone stesse a chiedere che venga instaurata la legge militare al posto di quella civile. E i Sistema obbedirà.
E quella che verrà dimenticata sarà solo la libertà. Con il pieno consenso della gente. Che come dicevo chiederà che questo avvenga.
Lo scopo della paura è proprio questo: far sì che sia proprio la gente stessa a chiedere che la libertà venga limitata. Naturalmente allo scopo di "essere protetti".

Coraggio Eros, incorda il tuo arco!

L.F.

EROTISMO: esempio perfetto di come una parola, densa di sfumature galattiche, possa venir svuotata, addomesticata, stereotipata e standardizzata, sino a ridurla, in questo caso, al puro orizzonte anatomico. "Un caso da manuale di come, recuperare una parola alla propria autenticità, serva al recupero all'autenticità di una componente della persona umana." (unaparolaalgiorno.it)
...senza dimenticare che, aggiungo io, il nostro pensiero si muove (solamente) sulle ali delle parole che conosciamo...

Forse meglio tornare a vedere, nell'eclettica divinità greca (????), "ciò che fa muovere verso qualcosa, un principio divino che spinge verso la bellezza"... e, in questo"muoversi", contrapposto alla stasi, è il segreto della creatività: un moto dell'anima, dello spirito, prima che del corpo, che "tende l'arco", con determinazione, verso il suo bersaglio... Coraggio Eros, incorda il tuo arco!

Loredana


 

il caso non esiste

L.F.

 

Le cose non "capitano"... eppure siamo stati educati a credere che esse "capitino" (letteralmente "cadano" gr. katà-pìptein, o "accadano", così, per puro caso...)
A me, invece, piace pensarla così: siamo vittime del "capitare" perché perseveriamo nel non-capire...

18 maggio 2015

La "seconda nascita" o "nascita alla luce"...

Ci siamo dal 2002 ed abbiamo percorso un bel pezzo di cammino... Tuttavia oggi - 18 maggio 2015 - nasciamo una seconda volta... questa volta col nome di "Associazione Medicina dei Significati", sotto l'ala di HaHa'iYHa, l'angelo che porta le grandi energie dell'anima

Un abbraccio a tutti coloro che vorranno condividere con noi un pezzo del cammino!


Ti éstin?

(che cos'è?)

...non ha senso cercare il significato di una rappresentazione simbolica

 

U. Galimberti, La terra senza il male, Feltrinelli, 1984, p. 73-76

...non possiamo chiederci che cosa significa un simbolo e come lo si può interpretare.

I simboli non significano e non si interpretano. Non rispondono al Ti éstin platonico, alla domanda che chiede che cosa una cosa è, o che cosa significa.

Per questo il capo dei Pueblos Taos, cui Jung chiede che cosa pensa, risponde "nulla".

... l'ordine simbolico non risponde a interrogazioni promosse dall'ordine semantico. ... In questo senso Jung può parlare di storicità del "simbolo" e di sua conversione in "segno", ogniqualvolta un contenuto simbolico si lascia formulare in termini concettuali, secondo i criteri della chiarezza e della distinzione.

Comprendiamo allora come non abbia senso cercare il significato di una rappresentazione simbolica, perché questa nasce proprio dal fallimento della rappresentazione concettuale, e dura finché la rappresentazione concettuale non è restaurata.

La semiologia (scienza dei segni) non può interrogare la simbologia ... poiché i simboli nascono proprio quando non ci sono risposte alle sue domande.

Ma per pro-vocare il simbolo, per "chiamarlo" il più possibile alla produzione di un senso, occorre per prima cosa trans-gredire l'ordine semantico, nel senso letterale di "procedere oltre" i suoi segni codificati...

L'uomo chiede al pensiero simbolico di fornirgli un nuovo sistema di riferimento - scrive Lévi-Strauss. ...

La caduta della comprensione teorica non arresta il proseguimento della vicenda umana. Sembra, infatti, che all'uomo sia stato assegnato il compito di procedere al di là della sua possibile comprensione, senza per questo rinunciare a quell'apertura al senso in cui affondano le radici della sua essenza.


DALLA SCORZA AL NOCCIOLO DELLE COSE: un cammino per superar l'erranza

L. F.

"La Medicina dei Significati si propone di accompagnare la persona nella ricerca del conflitto (biologico e non) che genera la malattia: metaforicamente, è il cammino che porta a riappropriare la "scorza" al "nòcciolo" che le appartiene.. Il "nòcciolo" è il Significato che nutre dall'interno e che, riscoperto, illumina il cammino..

Oggi più che mai, le nostre vite hanno bisogno di Significato. Abbiamo bisogno di scoprire che c'è un senso, profondo, al faticoso esistere in un cosmo che si mostra ostile o insensibile alla vicenda umana.

Abbiamo bisogno di scoprire che possiamo "superare l'erranza": l'"errore" di un'incomprensione che ci fa errare.. incontrando l'"orrore" del sentirsi senza patria, esiliati nella nostra stessa casa. E' qui che il "Significato" apre al "senso", alla ritrovata "direzione".

Non è la meta, ancora, ma è la possibilità di sentire che la nostra esistenza è "sensata", nuovamente ri-orientata, direzionata, verso quell'"oriente" dove il sole nasce e ritorna ogni giorno, dove la primavera genera e ri-genera le vecchie radici.
E' allora che il senso-significato può tornare a nutrire la nosta vita e il nostro cammino."


EROS E AMORE

Igor Sibaldi

EROS: occorre "ripulire" questa parola dalle incrostazioni legate all'ossessione della sessualità.. Per gli antichi greci Eros era la Curiosità, il Desiderio di crescita e di conoscenza! E oggi l'Eros è troppo "soffocato".. questa "rimozione dell'Eros" fa spazio alla "corrente sessuale"ossessiva e all'aggressività. Quando l'Eros è spento, l'aggressività è alta!! Basta guardare fuori, per capire che è così...

"Cosa te ne fai, allora, di tutta questa carica? Una parte la devi sul lavoro (se no impazzisci), una parte la devi verso di te, cosicché produce malattie... mentali, nevrotiche, fisiche... Per produrre una malattia fisica ci vuole tanta energia... anche solo per trasformare le mucose del naso in quel modo lì quando hai il raffreddore, produrre tutte quelle secrezioni... Prova se tu sei sano.. anche se ti impegni, non ce la fai... devi per forza mettere in moto qualcosa d'altro...
E se hai questa aggressività, non puoi sfogarla e la devii contro di te, tu sei più governabile!! Non capisci le cose, perché a tutte le tue frasi manca il soggetto "io sono": un impiegato, un padre di famiglia ( NON "IO FACCIO L'IMPIEGATO")... Tu ci sei, ma già sei schiacciato... se lo è il tuo desiderio di scoperta, di conoscenza e di nuovi rapporti continui! quindi la tua aggressività è molto forte...Poi, per essere sicuri che non dai fastidio, ti si aggiunge uno stress in più che, cotto come sei, sei prontissimo a credere che sia vero... che è la CRISI!!
Ma, naturalmente, si vede che il nuovo Iphon, nella sola Milano, ha venduto 8500 pezzi, a 800 l'uno... C'è qualcosa che non si capisce..."


Il presepe: un MANDALA INIZIATICO...

(riassunto da una conferenza di Igor Sibaldi)
Giuseppe è "quello che non-capisce".. e infatti ha quella faccia un po'... così, diciamo "dubbiosa", ma che protegge e custodisce l'evento. Soprattutto non capisce perché tra tutte le ragazzine che c'erano gli è capitata proprio quella "già promessa".
La Madonna, anche lei non capisce, ma intuisce...
E poi il Bambino, che SEI TU!
Tu sei il bambino, e sei anche Giuseppe, e sei anche la Madonna...

E il bue e l'asinello? Bé, quelli vengono direttamente dalla tradizione iniziatica egiziana, che Francesco aveva contattato e profondamente conosciuto..
Il bue rappresenta la dea Athor, propiziatrice dell'iniziazione; l'asinello, il dio Seth, che ne rappresenta invece il detrattore, "colui che pone gli ostacoli" e, così facendo, ne permette il compiersi. Nell'Iniziazione servono tutti e due! Il coraggio e la paura..

Leggi anche: Pinocchio, YouTube e la Terra Promessa, di Loredana Filippi


La MANO e la PAROLA


La Medicina dei Significati propina i suoi percorsi attraverso due "strumenti" che ognuno di noi possiede, strumenti veramente magici, ma che molti di noi ancora non sanno conoscere e riconoscere: sono la MANO e la PAROLA. Esse - dicono le tradizioni più antiche - racchiudono in sé la potenza divina creatrice, che detiene la conoscenza. Con queste, tutti possiamo operare: oggi, ora. Per noi, per il mondo e per il futuro di tutti.

La Medicina dei Significati le utilizza in questo modo: la MANO opera nelle tecniche di riequilibrio, come lo Shiatsu, che può mettere in moto inattesi processi di autosviluppo e di "guarigione". La PAROLA - strettamente unita all'ASCOLTO, che la genera, e utilizzata nella sua duplice polarità di ascolto ed espressione - è lo strumento principe nelle sedute di Counseling, per guidare verso la consapevolezza e attivare, in questo modo, un vero cammino di crescita, benessere, "guarigione".

Insieme, sono veramente potenti, poiché attivano il "nostro" potere, tutto da scoprire e non da "immettere", dentro di noi.

L.F.


Reply...

Parlasco, Valsassina (LC) antica chiesetta del XII secolo

...silenzio intorno: addestriamoci all'ascolto!

Cari Amici,

vi siete riposati? Vi scrivo mentre ho ancora (per poco) il cielo delle prealpi lombarde sopra la mia testa... Qui l’aria si è fatta frizzantina e il sole ha deciso di coricarsi dietro la montagna quando ancora non credi che la sua luce possa così presto cedere il passo alle penombre della sera.

Non so a voi ma a me, personalmente, questa stagione piace moltissimo... la tarda estate, quella che il taoismo chiama la “quinta stagione”. E’ la stagione della terra, la stagione dei frutti, nella quale percepisci che in natura qualcosa si è calmato, forse perché non ambisce più a manifestarsi e celebra invece un equilibrio molto particolare... In questo momento vedo mia figlia che gioca nel prato con l’amichetta; le loro voci si fanno lontane, di sottofondo al silenzio che regna attorno... Mi sembra quasi di vivere una delle immagini che il Leopardi ci regala nel suo famoso Sabato del villaggio... immagini che hanno un profumo o un odore, un sapore quasi...

Godo del silenzio (che non è propriamente mancanza di suoni e rumori...), che in questo momento qui in campagna è ancora più profondo e sembra aprire la porta al mondo dell’ascolto, alla capacità di “fermarsi e non fare”. E’ osservare, ascoltare un sapore. Realizzare che il “poco” a volte contiene il tutto, contiene forse proprio ciò che ora mi serve, che è qui, dinanzi a me. Colgo quel che posso e, soprattutto - fintanto che posso - lascio che quanto mi giunge come ”esperienza di piacere” non solo penetri in me, ma depositi la sua impronta, un’impronta che potrò ricontattare al di là del tempo, un sapore che so di poter “non dimenticare”.

Volgiamo il nostro augurio affinché la vita, anche nella più disperata (e disperante) delle città, sappia riconquistare quel colore e quel profumo - così caratteristici in questa stagione - di cui l’anima può gioire; di cui l’anima "sa" gioire, poiché da sempre ri-conosce... Quello più autentico intendo, più puro, che la più semplice immagine di campestre quotidianità sa evocare.

L’anima sa riconoscere il buono, il bello, il vero... Rinnoviamole questa fiducia e addestriamoci all’ascolto, affinché essa si abbia ancora a fidare e ritorni, finalmente, a parlare...


Loredana

(30 agosto 2013)


 

Gabriel Garcia Marquez

Non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo che la amo. Ad ogni donna e ad ogni uomo farei capire che sono loro i miei prescelti e vivrei innamorato dell’amore.

Agli uomini dimostrerei che sbagliano quando pensano che uno smette di innamorarsi perché invecchia, ignorando che uno invecchia proprio perché ha smesso di innamorarsi!

A un bambino darei le ali, ma lascerei che da solo imparasse a volare. Ai vecchi insegnerei che la morte non è fatta di vecchiaia, ma di oblio.Tante cose ho imparato, da voi uomini… Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza capire che la vera felicità sta nel modo di salire quel pendio.

Ho imparato che quando un neonato afferra col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo fa per sempre. Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall’alto in basso soltanto quando si appresta ad aiutarlo a rialzarsi.

Tieni coloro che ami vicino al cuore, sussurragli all’orecchio che hai bisogno di loro, amali, trattali bene, e trova del tempo per dire “mi dispiace”, “scusami”, “ per favore”, “grazie” , voglio dire, tutte quelle parole d’amore che hai in grembo. Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi la forza e la saggezza per esprimerli - Gabriel Garcia Marquez


Loredana Filippi

 

UN DIO ABITA IN TE...
occorre recuperare il "senso" o il significato della BELLEZZA delle cose ancorandolo al "cuore" che lo ha generato:
una cosa non è "bella" solo perchè mi piace, mi reca piacere, oppure "così, non so perché"... Questo è sterilità, fruizione inconsapevole di un motore che, invece, è potentissimo...

"La bellezza guarirà la nostra vita" disse qualcuno con non insensata avvedutezza... Essa ha il potere di resintonizzare il mio animo sulle note della positività, fornisce l'ossigeno necessario al metabolismo dell'anima, e ben sappiamo quanto le "condizioni metereologiche interiori" siano determinanti anche nella vita esteriore...

La ricerca della Bellezza non è mai fine a se stessa: è il riflesso di una forza che ci abita, che ci costituisce e ci fonda. Riconoscere questo riflesso, coltivarlo, nella consapevolezza che esso non è che un ARPIONE che ci consente di ripescare un vero POTERE dalle nostre profondità...

Quando qualcosa dentro di me dice "che bello questo, questa cosa", in realtà sta contemplando un riflesso, un riflesso di sé, o di dio, forse; di una parte di noi stessi che non riusciamo a vedere e che vediamo, appunto, grazie a qualcosa che ce lo ricorda o che l'ha "ripescata".
Usiamo il riflesso, dunque, con la consapevolezza che è ciò che ci permette di attingere ad una forza che ci appartiene... al potere di farci MAGNETICI verso la parte luminosa della vita, tornando a sintonizzarci sulla sua frequenza, poiché NOI siamo i veri CREATORI della stessa.


Progetto BENESSERE PSICOFISICO

Il “Progetto Benessere Globale” è un programma di educazione alla consapevolezza globale di sé stessi e alla salute psicofisica, orientato a promuovere una migliore integrazione sociale e fornire nuovi strumenti umani e culturali per superare le problematiche del mondo in cui viviamo.
Le finalità educative del “Progetto Benessere Globale” sono di trasmettere delle conoscenze e delle pratiche che, partendo dall’esperienza della “consapevolezza psicosomatica”, possano sviluppare una differente percezione di sé stessi e della relazione con gli altri portando più pace, benessere e consapevolezza nella società globalizzata in cui viviamo. Alla base di questo progetto ci sono i valori etici, le basi scientifiche, mediche, psicologiche e culturali, avanzate negli ultimi decenni da scienziati e pensatori, di ogni cultura per sviluppare nelle persone una consapevolezza più adatta ai bisogni e le sfide di questo momento critico di transizione verso una società globalizzata.

Leggi Presenzazione del Progetto


Brano tratto da "The Hour of God" di Sri Aurobindo, - Traduzione di Paola Bertoldi Il superuomo divino

Questo è il tuo compito, lo scopo del tuo essere e la ragione per la quale sei qui: diventare il superuomo divino ed un veicolo perfetto della Divinità. Qualunque altra cosa ti trovi a fare è solo una preparazione, una gioia lungo il cammino o una deviazione dal tuo proposito. Questa è la meta e questo è lo scopo, ed il tuo essere trova la propria grandezza ed il proprio diletto nella gioia della meta e non nel potere o nella gioia del cammino. Il cammino è un cammino di gioia perché ciò che ti attira è anche tuo compagno di viaggio ed il potere di arrampicarti ti è stato dato perché tu possa giungere alle tue stesse sommità.

Se hai un dovere da compiere, questo è il tuo dovere; se ti chiedi quali sia il tuo scopo, fa che questo sia lo scopo; se cerchi il piacere, non c’è gioia più grande, perché ogni altra gioia è frammentaria e limitata, come quella del sogno, del sonno o dell’oblio di sé. Questa invece è la gioia del tuo intero essere.


Estratto dal “Manifesto nello Spirito della Coscienza Planetaria" 2012

 

 

appello Nitamo per Progetto Globale 2012

Appello di Nitamo

"Abbiamo raggiunto un punto di cruciale importanza nella nostra storia.
Siamo all'inizio di un nuovo periodo di evoluzione sociale, spirituale e
culturale. Stiamo evolvendo verso un sistema interconnesso, basato
sull'informazione, che abbraccia l'intero pianeta. La sfida che ora dobbiamo affrontare è quella di scegliere il nostro futuro. La nostra generazione è chiamata a decidere il destino della vita su questo pianeta, a creare una società globale pacifica e cooperante,
continuando così la grande avventura dello spirito e della consapevolezza sulla Terra".


Il delirio e la certezza. Quel gesto di madre a Londra

La parola di una donna ferma l'uomo dal machete, di Marina Corradi

in “Avvenire” del 24 maggio 2013

"Gashò è più potente di un'atomica. Peccato non possa esser sganciato da un aeroplano". Gandhi

La donna che ha affrontato uno degli assassini di Londra e gli ha parlato mentre quello aveva ancora il coltello in mano, nelle interviste alla Bbc sembra quasi meravigliata del clamore attorno a lei. Racconta che quando ha visto quel giovane a terra, e un altro, vicino, ancora minaccioso e armato, le è sembrato «un ragazzo sconvolto», e ha cercato di farlo parlare per calmarlo. E per fermarlo: la strada era ogni minuto più affollata. Ingrid Loyau-Kennett, madre di due figli, una lunga esperienza nello scautismo, dice di aver pensato, in quel momento: «Meglio io, che un bambino».

Per questo ha chiesto al ragazzo perché avesse ucciso, e che cosa intendesse fare. Quello ha risposto con le sue cieche ragioni di jihad, e ha detto che voleva fare scoppiare la guerra a Londra, quella sera. Ma intanto è rimasto fermo, mentre le auto della polizia arrivavano a sirene spiegate. E la Gran Bretagna, attonita per l’omicidio barbarico di un suo soldato, lo è quasi altrettanto per la pacatezza di una donna che nelle foto appare mentre, appoggiata a un paracarro, con apparente calma discute con un assassino. Per terra, e sulle mani di quei due, c’è sangue, a testimoniare la ferocia bestiale della esecuzione. Nei loro occhi, l’eccitazione e la rabbia ancora non sono placate. La gente attorno scappa, o sta lontana. E questa madre di famiglia, invece, che si ferma e discute e fa domande, come non facendo caso al coltello lordo dell’altro, stretto in una mano.

Ora la signora Ingrid è guardata come un eroe, e giustamente, in un mondo in cui spesso ci si volta dall’altra parte. Ma l’essenza del suo comportamento è, a ben guardare, profondamente da madre. È da madre il pensiero per i figli degli altri che in quell’istante camminano per la strada; e il dirsi, nel tempo di un respiro: meglio io, che un bambino. È da madre che non bada solo ai suoi, di figli, ma che si sente responsabile anche per quelli degli altri. E si guarda attorno, e vede avvicinarsi dei ragazzini, e in un drammatico istante li protegge, come proteggerebbe i suoi. È da madre anche quella frase: «Mi è sembrato un ragazzo sconvolto », e quindi l’idea di far parlare lo sconosciuto, per distrarlo. Come si fa con i bambini, quando sono agitati. Solo che quell’uomo è alto più di lei, e ha il coltello, e quegli occhi; e quell’odio addosso, esploso ma non ancora del tutto sfogato. Forse la signora Loyau-Kennett fino all’altro ieri non avrebbe pensato di essere un eroe. Forse, in una frazione di secondo, l’ha guidata l’istinto: ma quale istinto grande, è quello materno. È un’attitudine a proteggere, e a fare sì che l’altro viva invece di morire; a sfamare, ad accogliere chi non sa dove andare. È vocazione ad abbracciare, il contrario del dominare e uccidere; è inclinazione all’altro, come se di qualunque 'altro' occorresse aver cura. E forse, se l’uomo con il coltello non ha aggredito la donna che gli si parava davanti, è perché in quella pacatezza risoluta e ferma qualcosa ha fatto risuonare in lui dei codici familiari; in qualche modo, oscuramente, l’ha riconosciuta come una 'madre', una non nemica.

L’orrore per questa violenza da tempi delle caverne per le strade di Londra contro un ragazzo inerme urta con forza contro alle nostre certezze di civili occidentali. Ci sbalordisce, e sembra voler mettere in discussione i fondamenti stessi del vivere insieme. Ma la risposta di quella donna che non brandisce accette né alza inni a una qualche jihad è, nella sua forza semplice, qualcosa di grande. Contro a una ferocia che ci sconvolge, perché sembra voler cancellare secoli di storia e civiltà, c’è da sperare nella calma generosa di donne, e uomini, come questa del quartiere di Woolwich. Che al ragazzo che delira di voler fare la guerra a Londra, semplicemente risponde, certa: «Guarda che siamo in tanti. Perderete».

Sogyal Rinpoche “Mi sorprende sempre come, se solo la lasciate parlare, se solo dimostrate totale e compassionevole attenzione, la gente dice cose di insospettata profondità […]
Tutti hanno una loro saggezza nei confronti della vita e, se lasciate parlare, questa saggezza viene fuori. Mi ha sempre commosso la possibilità di aiutare le persone ad aiutarsi aiutandole a scoprire la loro verità; una verità la cui ricchezza, dolcezza e profondità forse non hanno mai sospettato.
La fonte della guarigione e della consapevolezza è sepolta in profondità dentro di noi, e il vostro compito non è mai, in nessuna situazione, quello di imporre le vostre credenze ma di permettere agli altri di scoprire le proprie.”

Salvatore Brizzi

da: Il monaco guerriero

Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere.
Sun Tzu, L’arte della guerra

Il Monaco Guerriero insegue il suo sogno,
la sua passione, e se la sua anima è integra, centrata, priva di paura, allora
irradia intorno a sé una Forza che attira
le circostanze, il denaro, i collaboratori,
altri monaci-guerrieri che lo aiuteranno
a realizzare il suo progetto.

Non c’è nulla di male a seguire il sogno d’un altro, se questo è diventato anche
il tuo sogno, se lo senti in maniera
appassionata nel tuo Cuore.

Il mondo è una tua completa creazione, e
se tu cambi lui è costretto a seguirti.

Il Monaco Guerriero è uscito dalle
categorie della mente duale:
mi è
simpatico/mi è antipatico, è uno in gamb
a/è un imbranato, è carino/è bruttino.
“Lui è me stesso!” dovrebbe concludere ogni volta che incontra un nuovo
cliente o rivede il vecchio collega. “Cosa mi sta facendo vedere di me? Perché lo sto creando nella mia vita?”

Allora il Monaco Guerriero piange di commozione, perché vede la perfezione di quanto gli è accaduto: gli incontri, le amicizie, i licenziamenti, gli incastri perfetti di persone e luoghi, le sincronicità che lo hanno condotto per mano fin dove è ora.


Draco Daatson "Non dare mai la colpa all'esterno, non lamentarti per come è fatto il mondo, perché l'origine di tutti i tuoi mali si trova dentro di te. Non soffri perché qualcuno ti ha fatto qualcosa, ma qualcuno ti ha fatto qualcosa perché hai scelto la sofferenza come tua modalità di vita. Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell'evento è accaduto perché tu vivi di lamentele."

L'Amore come stato di coscienza...

Omraam Mikhaël Aïvanhov

"Se volete veramente che il vostro amore vi renda felici, sappiate che esistono forme superiori di amore verso le quali dovete tendere, anche se non potete ancora viverle.
Una donna non può dare tutto ad un uomo, né un uomo può dare tutto ad una donna; essi dovrebbero allora dirsi l'un l'altro: «Bisogna che tu lo sappia: non sono io quello che ti potrà portare la pienezza. Anche se ti dessi tutto ciò che possiedo, il tuo cuore è talmente immenso che l'universo intero non riuscirebbe a colmarlo, e la tua intelligenza ha bisogno di una luce che io non possiedo. Solo Dio può darti tutto. Allora, accetta di servirti di me soltanto come un mezzo per andare verso Dio. Io resterò accanto a te, ma sarà Dio che tu cercherai attraverso me».
È così che gli uomini e le donne dovrebbero parlarsi, e l'amore, allora, non li lascerebbe più, e diverrebbe in loro uno stato di coscienza permanente che niente potrebbe turbare.
Vivere l'amore così, come uno stato di coscienza, significa sentire dentro di sé un calore costante, una luce che non si spegne mai."

 


 

...ciao Rita!

ci hai accompagnato fin qui... è segno che ora possiamo farcela?

"Tutti dicono che il cervello sia l'organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. Nei ragionamenti del cervello c'è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni."

 

"Ho perso un po' la vista, molto l'udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente."

 

"Il futuro del pianeta dipende dalla possibilità di dare a tutte le donne l'accesso all'istruzione e alla leadership. È alle donne, infatti, che spetta il compito più arduo, ma più costruttivo, di inventare e gestire la pace."

 

"A me nella vita è riuscito tutto facile. Le difficoltà me le sono scrollate di dosso, come acqua sulle ali di un'anatra."

 

"Geneticamente uomo e donna sono identici. Non lo sono dal punto di vista epigenetico, di formazione cioè, perché lo sviluppo della donna è stato volontariamente bloccato."

 

"Posso dire che l'unico ideale per cui ho lavorato è stato quello di aiutare gli altri e forse per questo la ricerca mi ha dato molto di più di quanto potessi sperare."

 


 

"Esercita il ricordare nello spirito, nelle profondità dell'anima"

R. Steiner

 

S. O. Prokofieff, Il corso dell'anno come via di inziazione all'esperienza dell'entità del Cristo

 

Esercitare il Ricordo...


A Natale, il "ricordare" si volge verso l'esperienza originaria dell'ex deo nascimur... Natale è "festa del Ricordo delle nostre origini divine", origini spirituali di tutta l'umanità, ed il vero Dono è la nascita dell'Io Cosciente, ovvero della nostra consapevolezza... Vivere l'Avvento significa vivere un'occasione di autoconoscenza, come graduale penetrazione nella propria interiorità. Le 4 settimane di Avvento ci conducono dall'esperienza dell'io abituale, ordinario, all'Io superiore; le successive 13 notti sante, guidano ad un gradino ancora superiore, all'"io divino", che è l'"essere universale dell'uomo", per coprire che l'"Io proprio, nell'Io divino ha la sua esistenza".

da: S. O. Prokofieff, Il corso dell'anno come via di inziazione all'esperienza dell'entità del Cristo", p.102-103 "Il presentimento di questo antichissimo stato riposa come memoria superiore nelle segrete "profondità dell'anima" di ogni Uomo e può essere risvegliato a Natale, che è l'epoca più adatta a ridestare il Ricordare profondo (o superiore) in una reale vivificazione della memoria". "Esercita il ricordare dello spirito e tu vivrai veramente nell'essere universale dell'uomo".

"Proprio nella nostra epoca deve affermarsi la comprensione dell'impulso del Cristo:alla via di Gesù deve aggiungersi la via del Cristo".

 


 

"Sentire" prima di capire, per amare veramente...

Alexander Lowen

Gli uomini pensano di risolvere tutto con la mente invece di "sentire". Ma il sentire non ha a che fare con l’intelligenza o con la forza. Solo lavorando su di sé, sul proprio corpo - grazie al quale l’uomo "sente" – egli può curarsi e aspirare, com’ è sacrosanto, a una vita sana, libera, felice. Ed essere in grado di amare veramente.



superare l'infantilismo... e farsi protagonisti nella propria consapevolezza... in materia di religiosità come di gestione della salute...

Shazarahel RI

kabballart.com

la forma di religiosità "... che è alla radice della mentalità occidentale, ha creato - senza generalizzare, ovviamente - generazioni di persone che rispetto a D-O Padre hanno un atteggiamento da "bambini"... Mettendo sulle spalle degli esseri umani il terribile peccato di essere gli assassini del dio-uomo e l'incapacità di redimersene (se non per grazia), si sono create generazioni di fedeli dipendenti dalla salvezza elargita dal potere ecclesiastico. Questo atteggiamento però esiste in tutte le religioni, in particolare nell'Islam, molto fatalista, in cui ogni cosa che succede è opera e volontà di Allah e l'uomo è solo un sottomesso alle sue decisioni. Stessa cosa nell'induismo, in cui la divisione in caste è una prigione ideologica dalla quale non è possibile uscire. Questo atteggiamento di passività rispetto agli eventi che ci accadono esiste anche in certe frange dell'ebraismo, sebbene, fra tutte, sia la religione che in assoluto mette piuttosto l'accento sul libero arbitrio e sulla responsabilità personale. Ora la medicina, nata all'interno della cultura occidentale, ha adottato il medesimo sistema... i pazienti sono "bambini" che si fanno curare, non gli autori consapevoli e responsabili della propria salute. In questo modo si è creata la "dipendenza" dai medici e i servizi da loro elargiti. Entrambi, potere religioso o potere medico, hanno contribuito a creare masse DIPENDENTI. Faccio un esempio: qualunque problema di salute viene gestito da medici esterni, i quali sono i soli dispensatori autorizzati alla prescrizione di farmaci e terapie. Il paziente non è mai protagonista della propria salute, ma la vittima... Un passaggio epocale sarebbe quello di creare nuove generazioni di persone consapevoli ed adulte, protagoniste responsabili delle proprie scelte etiche e della propria salute."

 


...non malattia e non medicina. E' filosofia!

dr.ssa Rosa Moreschi

"...ormai, la medicina non può più essere totalitaria - ridurre tutto a se stessa, sotto le sue sgrinfie. La "malattia" non può più esser considerata come una malattia nel senso stretto del termine; il potere assoluto della medicina riduzionista è un non-senso e posto deve essere fatto alla sintassi pansemiotica della salute. ...

Ora, nello stesso modo in cui programmiamo la nostra memoria e la memoria del mondo, nella misura in cui noi pensiamo ed agiamo, noi possiamo sicuramente deprogrammare.

Non c'è alcuna fatalità genetica, anzitutto perché i geni non sono la memoria ma semplicemente i risuonatori che collegan le nostre cellule su programmi memorizzati, ne segue che, dialetticamente, ogni programmatore può deprogrammare ciò che è stato programmato. ...

Quando Hamer e Sabbah parlano di programmi biologici di sopravvivenza o di memorie, loro non parlano di "malattie" mediche, ma di "mal-à-dires" (cose mal intese). Quando essi aiutano qualcuno a deprogrammare questi programmi, non trattano alcuna malattia e non fanno della medicina. Loro fanno della psico-biologia e né la biologia né la psicologia sono pratiche mediche.

E' per questo che io penso che Hamer ha torto a chiamare tutto questo "Nuova Medicina". Non è in alcun caso medicina, è psicobiologia, vale a dire è filosofia della relazione dialettica dei "noumènes" (la memoria delle idee) e dei fenomeni (la realizzazione delle idee).

In breve, è filosofia."

 


 

L. F.

Un pensiero per MELISSA...
il tuo sacrificio, atroce e al contempo sublime, avrà la forza di raccogliere gli animi di tutti noi per urlare un'unica preghiera e raccogliersi in un'unica lotta: quella contro chi si fa prigioniero dell'insignificanza della Vita Umana, del Mistero e del Senso Profondo che essa raccoglie in sé e del Seme Divino che essa nasconde...

Contro chi crede che essa possa esser distrutta e dissipata stupidamente per l'atrocità di chi fa della vigliaccheria più atroce il solo stendardo della sua ignobile esistenza; contro chi resterà schiacciato dall'opacità del suo "muro"; contro chi, credendo di attentare al germoglio più prezioso che sia mai dato riconoscere dell'umano e del suo mondo, non fa che condannare se stesso a mai più potersi rinoscere in esso, sino a vivere nel più atroce degli esili.

Contro chi, con assurda, malvagia e codarda provocazione, altro non riesce che a pro-vocare o evocare dinanzi a sé lo stesso orripilante destino, allestendo non altro che il proprio inevitabile baratro.

Il tuo NOME si fa simbolo di tutti i NOMI - forse mai pronunciati - di chi, giovane o meno giovane vita, abbia offerto se stesso per accelerare i tempi di una nuova NASCITA... quella dell'impossibilità di tollerare oltre, reiterando l'inutile scempio, l'inutile sacrificio su quello che è il più falso degli altari...

Non per caso proprio oggi, purtroppo, la TERRA TREMA, inorridita anch'essa... Trema perché grande è il suo sdegno, che non tollera più di giacere inascoltato...

 


Loredana Filippi

(appunti vari)

"Le cose non "capitano"... eppure siamo stati educati a credere che esse "capitino" (letteralmente "cadano" gr. katà-pìptein, o "accadano", così, per puro caso...)
Siamo vittime del "capitare" perché perseveriamo nel non-capire...

Nel non capire che le cose si "formano", belle e brutte che siano, in seguito al nostro dare-forma, cioè direzione e intento (leggi SIGNIFICATO) alle nostre vite, e questo, purtroppo, richede fatica, responsabilità... ovvero "capacità di res-pondere" dei pesi (pondus) che portiamo... La responsabilità non è forse un "peso" da portare? Chi più "sa", dunque, più è "res-ponsabile" del suo sapere...

 


Loredana Filippi

(appunti vari)

L'Umano è pura VOLONTA'... Noi siamo Volontà assoluta... questo il Grande Segreto che da secoli si va occultando... Ma perché ci viene nascosto? Forse perché VOLONTA' equivale a LIBERTA'?

Per non cedere la nostra Libertà a NESSUNO, dobbiamo prima divenire consapevoli di possederla... Dobbiamo svegliarci e non dimenticare che "caste", visibili e invisibili, non "nazionali" ma supernazionali - specchio, in realtà, di forze antievolutive - stanno lavorando per togliercela definitivamente...

 


...la realtà visibile e invisibile partecipa a vitalizzare la struttura dinamica ed evolutiva che ci caratterizza...

da:

Batteri, virus, parassiti: no pericolo...

di Claudio Viacava.

...quando i sentimenti (da sentio, cioè percepisco) sono feriti o quando non rispettiamo il nostro essere lasciandoci trascinare da passioni o emozioni incontrollate, veniamo indotti a compiere "errori di vita" che una parte di noi, nel nostro profondo, non è in grado di perdonarci facilmente. Il nostro equilibrio naturale, cioè la nostra "centratura" viene così alterata creando una disarmonia, più o meno importante, in uno o più organi analoghi al tema emotivo del conflitto e simbolicamente correlati.

Allo scopo si potranno consultare le tabelle che si riferiscono alla Teoria dei 5 Elementi che sta alla base della più che millenaria tradizione medica cinese. Si potrà qui notare come è labile e quasi inesistente il confine tra Organi, Sentimenti, Spazio, Tempo, Colori e Simbologie Analogiche; come la realtà visibile e invisibile partecipa a vitalizzare quella struttura dinamica ed evolutiva che chiameremo olistica per cui la più piccola parte rappresenta il tutto ed il tutto è simbolicamente sentito ed identificato nel momento in cui, in meditazione, diventi tu stesso la "percezione", il "sentire".

Compito di ogni buon Terapeuta sarà quello di ripristinare l'equilibrio psicoenergetico tra centralità (cervello-psiche) ed organi e tanto più precoce sarà l'intervento, tanto maggiori saranno i risultati per non permettere un'evoluzione verso patologie terminali. ...

Claudio Viacava


...Dio si è addormentato in noi

da:

Claudio Viacava,

La tua casa, la tua anima, una visione sottile della Medicina e della Psicologia dell'Habitat,

Editoriale Delfino

 

"... l'uomo che si definisce evoluto, non accetta e non comprende più il mondo dell'invisibile, del non quantificabile e tantomeno del trascendente. Ecco perché l'uomo non nomina più Dio, non esiste più il Sacro tra di noi, nelle nostre azioni, nei nostri pensieri; nessuno si sacrifica più (sacrificio è il sacrum-facere latino). Nel nostro mondo attuale è bandita oramai quasi del tutto la sacralità delle cose, i rituali, i sacri mudra e persino il latino; anche nell'architettura moderna e nelle scienze collegate la sacra sezione aurea è stata dimenticata (...)

... Dio si è addormentato in noi e così anche nella nostra società e quando un Dio si addormenta è segno che è finita un'epoca..."

 


Giò Fronti "Lo Stupore della conoscenza di Sé è il vero Significato." (Giò Fronti)

Rudol Steiner

(O.O. 130, 2.12.1911, et: Sergej O. Prokofieff, Il Corso dell'Anno come Via di Iniziazione... Ed. Arcobaleno, p. 135)

"Se l'umanità dovesse realmente perdere la fede, già dopo pochi decenni ne vedrebbe le conseguenze per l'evoluzione. Per effetto della perdita della fede gli uomini si comporterebbero in modo che nessuno più saprebbe che fare di se stesso, nessuno si raccapezzerebbe nella vita, nessuno potrebbe resistere al mondo perché proverebbe paura, preoccupazione e angoscia di fronte a ogni cosa."

L'umanità non è minacciata solo da malattie ma da qualcosa che si diffonde come una epidemia devastante su tutto il pianeta: un'ansia che tutto divora e, da questo, una falsità interiore, una tendenza all'autoinganno e ad ogni sorta di illusioni. Nel futuro la paura e la sfiducia si impadroniranno sempre più di pensare, sentire e volere... Le diverse affezioni psichiche che vanno diffondendosi oggigiorno nel mondo intero ne sono già il primo sintomo...


Ho fatto voto di vastità

Alessandro Bergonzoni

 

Ho fatto voto di vastità... perché ancora ci ostiniamo e ci limitiamo a parlare di regioni, province, città, nazioni, di mondo terrestre quando dovremmo parlare di cosmo, di stelle, pianeti, galassie... Morti, siamo morti, sì! Siamo ancora morti!!! Già, perché morti si nasce, mentre vivi si diventa, amici miei... Bisogna conquistarselo il regno dei vivi, quello vero: vi sono dei morti che tuttora vivono e sono molto più vitali di molti altri cosiddetti vivi di nome, ma morti di fatto... A cosa serve che noi andiamo a sentire che so'... Dante, per esempio, se poi noi stessi non diventiamo Dante?!?!
La nostra luce vive di incontri... antica leggenda ebraica

Una leggenda ebraica racconta che ogni uomo viene sulla terra con una piccola fiammella sulla fronte, una stella accesa che gli cammina davanti. Quando due uomini si incontrano, le loro due stelle si fondono e si ravvivano, come due ceppi sul focolare. L'incontro è riserva di luce. Quando invece un uomo per molto tempo è privo di incontri, la sua stella piano piano si indebolisce, perde la sua luce fino a che si spegne. E egli va, senza più una stella che gli cammini avanti. La nostra luce vive di incontri...


R.Steiner

per l'Era di Michele ...

"Dobbiamo sradicare dall'anima tutta la paura e il timore di ciò che il futuro può portare all'uomo. Dobbiamo acquisire serenità in tutti i sentimenti e le sensazioni rispetto al futuro.
Dobbiamo guardare in avanti con assoluta equanimità verso tutto ciò che può venire e dobbiamo pensare che tutto quello che verrà
ci sarà dato da una direzione del mondo
piena di sapienza.

E' questo che dobbiamo imparare in questa era: a saper vivere in assoluta fiducia,
senza alcuna sicurezza nell’esistenza
; a saper vivere nella fiducia nell’aiuto sempre presente del mondo spirituale.


In verità nulla avrà valore altrimenti.
Discipliniamo la nostra volontà e cerchiamo il risveglio interiore tutte le mattine e le sere. "

R. Steiner


...continuate a cercare, non fermatevi... non accontentatevi! Siate affamati, siate folli! saprete di averlo trovato quando l'avrete davanti!

(Steve Jobs)

Essendo in un certo senso l'essenza del nostro stesso assunto, ci permettiamo di ricordare queste parole di Stive Jobs, che a nostro avviso possono esserci utili in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo... affinché le paralizzanti paure ed i timori per il nostro futuro, non abbiano a paralizzare o uccidere i nostri sogni... Il "cibo" materiale e materialistico, non è l'unica cosa di cui, come esseri umani, abbiamo bisogno. Non dimentichiamoci dunque di nutrire la nostra anima, vera e reale affamata! Possiamo forse dire con quale delle due gambe è più importante camminare?

"E l'unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l'avrete davanti. E, come le grandi storie d'amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi. Siate affamati. Siate folli". (Steve Jobs)

"gaté, gaté, paragaté, parasamgaté... body swaha" sono le parole del "sutra del cuore", la cui traduzione recita più o meno così: "mettiti alla ricerca, continua a cercare, non fermarti! Vai oltre, vai oltre dell'oltre, per scoprire che ciò che cerchi è qui, davanti a te"... grazie Steve di avercelo ricordato!

 


 

R. Steiner, appunti per un discepolo

"Dobbiamo sradicare dall'anima tutta la paura e il timore di ciò che il futuro può portare all'uomo. Dobbiamo acquisire serenità in tutti i sentimenti e le sensazioni rispetto al futuro... " leggi


 

...nostro compito è imparare a pensare in modo spirituale ... per applicare correttamente alla vita le conoscenze scientifiche.

 

da:

R. Steiner, Le forze animico-spirituali alla base della pedagogia

"... il punto non è dire che la nostra scienza è male e che occorre combatterla. Certo non afferma questo chi pensa in modo spirituale. Costui, piuttosto, dice: dobbiamo raggiungere proprio i punti di vista più alti per applicare correttamente alla vita le conoscenze scientifiche.

Ciò che è stato dimostrato per la parte fisica della vita, agisce anche per quella animica e per l'essere morale umano"


DA:

Annick de Souzenelle,

Il femminile dell'essere. Per smetterla con la costola di Adamo

La lingua UNA... "parla in uno spazio divino del mio essere, quello che la Bibbia definisce Paradiso Terrestre o Giardino di Eden, giardino di godimento. Questo giardino è dentro di me..."

"... non lo guardo più come un luogo esterno storicamente molto antico, ma come uno spazio attuale, presente nel più profondo, il molto antico del mio essere, a monte dello stato d'esilio che è comune a tutti noi..."

"Questa lingua, se la sento in certi miei sogni o nel più sottile respirare dei miti, la riconosco però anche nei canti sacri, nella realtà profonda della natura, quando, liberata dagli orpelli dei nostri concetti, parla direttamente al cuore; la riconosco nella realtà di ogni cosa che allora odo dialogare con il Verbo, quando mi volgo, io stessa, "casa del Verbo", verso il Verbo che mi fonda, e mi lascio prendere da lui e respirare di lui." (il Femminile dell'Essere p. 11)


Ricordando Sai Baba

di Danilo Diinabandhu

Quando un'Incarnazione Divina lascia il veicolo fisico che ha deciso di utilizzare per manifestarsi in soccorso all'umanità, non bisogna disperarsi, neppure intristirsi o piangere. Meglio abbandonarsi all'Amore che Essa ha personificato, una Divina Forza che in eterno permarrà nello Spirito e nell'Anima di chi se n'è cibato. Meglio accogliere la Grazia Divina inseminata nel proprio cuore per Sua Volontà e per propria apertura.
Non parole, ragionamenti, contrapposizioni, opinioni, discussioni: moti della mente inferiore che pretenderebbe di capire ciò che, per sua natura, comprendere non può. No, no, solo nell'intimo silenzio meditativo l'Essenza Divina, che veramente siamo, può risvegliarsi a Sé stessa e alla Sua Eterna Verità. Che la Grazia Divina dissolva l'oscurità e trasformi ogni ombra in Luce Radiosa. Danilo Diinabandhu

Una preghiera per l'acqua di Fukushima e di tutto il pianeta

 

"Acqua dell'impianto nucleare di Fukushima, ci dispiace di farti soffrire. Ti preghiamo di perdonarci. Ti ringraziamo e Ti amiamo!"

Giov. 31 - 3 - 2011, alle ore 12 locali

Le proprietà dell'acqua sono straordinarie ed è stato scientificamente dimostrato come essa possa essere positivamente influenzata dalle nostre preghiere e dalle nostre vibrazioni. L'acqua ha una sua memoria e può essere programmata tramite le vibrazioni con cui entra in contatto: "essa può mutare positivamente quando riceve la vibrazione pura della preghiera umana, a qualunque distanza. L'Energia è uguale al numero di Persone per il quadrato della loro Consapevolezza. E=MC2: è ora di comprenderne il vero significato..."(Masaru Emoto)


Restituire il potere del Denaro alla giusta Madre...

Sri Aurobindo

"Troppo spesso le discipline spirituali snobbano il denaro e la ricchezza. È un errore che lascia il potere del denaro nelle mani delle forze ostili (la forza gretta dell'involuzione). Riconquistare il potere del denaro per metterlo nelle mani della Madre a cui appartiene e usarlo divinamente per la vita divina è la via da seguire." (Sri Aurobindo)

"Donne che corrono coi lupi"

Clarissa Pinkola Estés

crf... Domande, non risposte!

"Porsi la domanda giusta è l'azione centrale della trasformazione - nelle favole, nell'analisi e nell'individualizzazione. La domanda-chiave provoca la germinazione della consapevolezza. La domanda debitamente formulata emana sempre da una curiosità essenziale su che cosa c'è al di là. ... Le domande sono le chiavi che fanno spalancare le porte segrete della psiche. ... "Che cosa c'è al di là del visibile? Che cosa fa sì che quell'ombra appaia sul muro? La giovane natura ingenua comincia a comprendere che, se c'è un qualcosa di segreto, un'ombra, un qualcosa di proibito, bisogna guardarci dentro. Coloro che sviluppano la consapevolezza cercano tutto quanto sta al di là dell'immediatamente osservabile: lo stridio non visto, la finestra murata, la porta lamentosa, il filo di luce sotto la soglia" Clarissa Pinkola Estés


L'Ascolto Attivo nel paradigmo dialogico: una "legittima antiteticità"

 

da:

Marianella Sclavi,

“Le Sette Regole dell’Arte di Ascoltare”

1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.

3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.     

4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perchè incongruenti con le proprie certezze.

6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo viene da sé.    (evidenziature d.r.) leggi tutto l'articolo


 “Se le mani imparano ad agire sensatamente, anche il bambino e l’uomo agiranno sensatamente” R. Steiner

LAV-ORO DELLE MANI: corso di lavoro manuale. L’importanza dello sviluppo delle abilità manuali, sulla base della vasta antropologia antroposofica su cui poggia la pedagogia steineriana. leggi dettagli


 

 

 

 

Rita Levi Montalcini

Tutti dicono che il cervello sia l'organo più complesso del corpo umano e da medico potrei anche acconsentire... Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. Nei ragionamenti del cervello c'è logica, NEI RAGIONAMENTI DEL CUORE CI SONO LE EMOZIONI.


  Spogliati della capacità di guardare ammirati a ciò che trascende l'importanza del nostro destino individuale, immersi nell'appassionante inquietudine del sopravvivere, perdiamo d'occhio l'orizzonte del nostro destino, il senso stesso della vita. Scorrazzando nell'estasi dell'ambizione, rientriamo in noi stessi unicamente quando precipitiamo nel terrore o nell'angoscia. Nell'oscurità cerchiamo a tastoni un po' di sollievo, frammenti di significato, la preghiera!

 

 

 

Mike Boxhall

Il problema che tutti  abbiamo è che ci priviamo continuamente del nostro potere. Abbiamo questo sentimento o immagine interiore del non essere abbastanza bravi, anche se abbiamo una vita di successo; gli altri hanno sempre più successo di noi, guadagnano di più, sono sempre più simpatici, più belli, più felici…


 

Jack Cornfield

"Ogni passo vigile e consapevole, ogni atto meditato sono essi stessi il sentiero verso il risveglio. Ovunque andiate, siete già lì... "

 

Selene Grimaudo (studio di Consulenza Familiare, di Alcamo)

"Rincorrete i vostri sogni e fate di tutto per farli avverare, essi sono veri come reale è la quotidianità che vi circonda. Da un evento inaspettato possono nascere sempre grandi opportunità per costruire un futuro nuovo sulla base dei vostri desideri."

...vedere ovunque il nesso tra la materia e lo spirito...

da:

R. Steiner, Le forze animico-spirituali alla base della pedagogia

 

R. Steiner, Morte sulla terra e viota nel cosmo

"Lo studio della materia, senza l'idea dello spirito che la illumina, è come andare a tastoni in una camera buia. E' la tragicità del nostro tempo, orientato verso il materialismo, che si scoprano molti fatti fisici, ma non se ne veda il nesso con lo spirito. La conoscenza del nostro tempo è tutta indirizzata al piano fisico, di cui però non afferra il vero significato. (Rudolf Steiner)

"Non si può penetrare la natura della coscienza di veglia senza studiare lo stato in cui vive l'uomo durante il sonno; non si può affrontare l'enigma della vita senza studiare la morte" (R. Steiner)


Parlare con Dio

di:

Marta Gierut

"...Amo la vita, ora con te accetto anche il grigio, che permette al mio animo

di amare il colore. ..." leggi

GRAZIE, MARTA!


C'è sempre un altro modo di vedere le cose... "Bandite la parola lotta dal vostro
atteggiamento e dal vostro vocabolario.
Tutto ciò che fate, ora, deve essere fatto nella sacralità, nella celebrazione.
Voi siete quelli che stavamo aspettando"
Tradizione Hopi

"Oltre il segno"...

da:

Arte e grafologia 2. Oltre il segno: suggestioni, simboli e significati.

Lodovico Gierut, Lorella Lorenzoni, Marzia Margherita Dati

Ed. Comitato Archivio artistico-documentario Gierut, 2010

Il singolare connubio tra scienza grafologica e analisi artistica permette di sondare l'universo dei cosiddetti "creativi", in un volume-documento denso di testimonianze, di firme, disegni, schizzi, lettere. "La grafologia come scienza dell'espressione e del segno, può avvicinarsi in modo suggestivo al mondo dell'arte come se la scrittura nascesse da un'ispirazione interiore... Quando essa si avvicina al complesso ambito artistico, non si sofferma solo a ricercare le corrispondenze espressive simboliche, ma tenta di scoprire le profonde correlazioni che possono intercorrere fra il gesto grafico e il gesto creativo dell'artista."

...parole, suono e DNA

...la Kabbalah come "ponte" fra scienza e spiritualità

da: Sharazael, DNA Ebraico, connessione fra scienza e Kabbalah

Le più recenti scoperte scientifiche forniscono prove in laboratorio di ciò che i Kaballisti dichiarano da alcuni millenni, e cioè che il linguaggio umano, le parole, il suono e le frequenze vibratorie possano influenzare, modificare e addirittura riprogrammare il codice genetico presente nell'essere umano e influire, tramite di esso, sulle altre forme di vita animale, vegetale, minerale, subatomica e interstellare. leggi

La danza della vita

dentro, fuori... fuori, dentro...

"Ogni conoscenza del visibile deve continuamente rituffarsi nell'Invisibile per potersi sviluppare" (R.Steiner)

Dobbiamo imparare a "sentire il dovere verso la conoscenza" di cosa realmente è l'Uomo e di come collocare l'esperienza umana in un preciso progetto evolutivo.

Dobbiamo sviluppare una pertura alla dimensione dell'invisibile come premessa indispensabile per qualunque approccio terapeutico con intento di Reale Guarigione.


Potenza e im/in...potenza dell'ego

Il mio ego mi protegge, giusto il tempo di scoprire che già sono protetto... Il mio ego mi guida verso le esperienze che devo vivere finché scopro che non è che un'illusione... Egli non è mio nemico. Mi spinge, attraverso l'esperienza della sofferenza, a scavare più profondamente nel mio cuore, finché scopro di non aver più bisogno di lui...


Aver cura dei nostri miti...

Annick de Souzenelle, conferenza a Rovato (BS) del 13-10-10

"L'Umanità si trova oggi a vivere una grossa mutazione: i MITI ci aiutano a passare ad un altro paradigma, ed oggi è veramente URGENTE..."

scarica il file audio della conferenza


Il significato della vita

da: La fisica dell'Anima

di Fabio Marchesi

"La comprensione del significato della vita ci può permettere di comprendere meglio anche il fenomeno della morte del corpo fisico: lo scopo della vita non è infatti, la sopravvivenza indeterminata del corpo fisico, ma il raggiungimento degli obiettivi dell'Anima." leggi

Alzheimer

di Carlo Moiraghi

uno spaccato della vita interiore di un malato, ritratto con eccezionale sensibilità umana, "al di là del vetro" che separa la malattia-dal-di-fuori dalla vita-di-dentro di chi vive in un'altra "camera della mente"...

Il racconto Alzheimer di Carlo Moiraghi ha conseguito il Secondo Premio del primo "Concorso Letterario dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano e Provincia". leggi


Sul "senso della vita"

"Il senso della vita è dare senso alla vita" Rudolf Steiner

"Una vita che non si interroga su se stessa, non è degna di essere vissuta" Platone


Sul linguaggio simbolico:

grazie al linguaggio simbolico... "il corpo non è più ridotto alla povertà dell'organismo, ma è il punto in cui si raccoglie una mitologia che, da lì, si espande per l'universo, consentendo al corpo sofferente di esportare, lontano da sé, il proprio dolore" U. Galimberti

Il simbolo abita una terra di confine, vive a cavallo fra due mondi, sfuggendo così alla legge dei codici precostituiti... Esso abita, come dice Hölderlin, quella terra di nessuno ove "più non son gli dèi fuggiti e ancor non sono i venienti". Loredana Filippi

"Fluttuando tra gli astri e la terra, tra gli animali e le piante, tra gli uomini e le cose, il simbolo, che a differenza del segno non dispone di un significato specifico, codificato e finalizzato, si presta allo scambio delle corrispondenze simboliche..." U. Galimberti

il simbolo è una specie di "zattera" che serve a traghettare significati lontani da aree semantiche diverse ed apparentemente in-significanti fra loro: per questo" allo stato puro", il simbolo è suscettibile di caricarsi di qualsiasi contenuto... Loredana Filippi


...lo slittamento di senso e la fluttuazione dei significati...

"In Medicina dei Significati, la 'conoscenza delle cause' (impraticabile nella realtà) non è volta al 'controllo degli effetti', secondo l'aristotelico rapporto causa-effetto e, soprattutto, conoscenza-controllo... bensì alla possibilità di scoprire e incontrare i nuovi orizzonti che le 'cause' (non 'certe' ma 'possibili') aprono e di dia-logare con essi... in un dià-logos che apra allo scorrere, al fluttuare dei significati, non al loro irrigidirsi..." Loredana Filippi

"...senza questo slittamento dei significati, i bambini non potrebbero cavalcare scope o rovesciare sedie per costruire case, non ci sarebbero miti, favole e deliri, e i sogni non potrebbero raccontare le loro storie." U. Galimberti

"...il linguaggio (codificato e scientifico - n.d.r.) che ci ospita non può accogliere oscillazioni di senso, né fluttuazioni di significati, essendo la scienza nata proprio per bloccare nel modo più rigoroso possibile le basi discorsive, attraverso l'equivalenza di un significante con se stesso, che sopprime l'ambivalenza intrinseca in ogni espressione simbolica." U. Galimberti


Sulla natura del simbolo...

 

da:
Loredana Filippi

Medicina dei Significati su Facebook

 

il simbolo non è mai una strada a senso unico. Esso è, per natura, POLIVALENTE. Vive dei significati che incessantemente evoca. Il suo compito è aprire NUOVI ORIZZONTI. Occorre allenarci, non per "trovare le risposte", ma per por sempre nuove "domande che aprano spazi" e non che li chiudano... e la Vita non ci annoierà mai... anzi, potremmo anche rischiare di ri-trovarne il SENSO...

nel momento in cui "interpretiamo" un simbolo, il simbolo muore... esso infatti vive nel "non detto", nel plusvalore o nell'eccedenza di significato che vibra nelle cose...

...occorre sentirsi liberi di poter sempre "conferire i propri significati" ed eventualmente slegarli dalle cose... E' sempre necessario lasciare uno SPAZIO VUOTO, che possa accogliere "la propria visione personale e le proprie sfumature interiori".


Stomaco e cervello: una insospettabile "alleanza"...

dott. Espedito De Leonardis

La digestione lunga e difficile appare come un anestetico dell'angoscia: da ciò il valore positivo che, inconsciamente, viene ad essa attribuito. leggi

La malattia dell'Occidente...

 

da:

E. Severino, Essenza del nichilismo, 1992, p. 263.

"Si incomincia a prestare attenzione all'abissale impotenza della civiltà della potenza. Si incomincia a scoprire la malattia mortale. Ma chi se ne preoccupa? L'Occidente è una nave che affonda, dove tutti ignorano la falla mentre lavorano assiduamente per rendere sempre più comoda la navigazione e dove, quindi, non si vuole discutere che di problemi immediati, e si riconosce "un senso ai problemi", solo se già si intravvedono le specifiche tecniche risolutorie. Ma la vera salute non sopraggiunge forse perché si è capaci di scoprire la vera malattia?"


il "doppio ponte" della pineale: dall'individuo all'universo, dal biologico allo spirituale...

da:Scienza e Conoscenza, 32.

"L'epifisi (dal gr. epì-fùsis," sopra la natura") ci mostra, con i suoi misteri, la oramai improrogabile necessità di reinterpretare la biologia umana come espressione dello spirito... leggi

 

 

 

 

 

 

 

Maria Luisa Ritorno, Omaggio a Dante, canto XXXI° del Purgatorio, "O tu che se' di la dal fiume sacro"