< VEDI ANCHE: Il Corso dell'Anno come respiro della Terra e La luce nel cuore del buio

 

21 dicembre

Yule - Solstizio d'inverno - i Saturnali

 

LA NOTTE PIU' LUNGA:

la luce nel cuore del buio e la celebrazione della "luce raccolta"

La scintilla divina, l'oro, disceso a Samhain, nel tempo del concepimento nascosto, si perde, momentaneamente, nel "buio" della materia: la Sostanza Mescolata è, ancora, luce nascosta. E' luce, nel cuore del buio.


Siamo giunti nel cuore dell'inverno: la luce si ritira e tutto nella natura sembra addormentarsi. In realtà la vita, biologica e sociale, che nel chiarore estivo si muoveva con clamore sotto il cielo, immersa negli elementi, a contatto con l'aria, l'acqua, il sole e la terra e che, coi primi freddi dell'autunno, aveva iniziato a ritirsi all'interno e al riparo, ora si concentra nel cuore delle case, si raccoglie attorno al "fuoco" e cerca l'alito caldo di un bue o di un asinello, semplicità e forza che ne alimentino la vitalità interiore, giovane al suo sorgere; si raccoglie attorno al "centro simbolico" che custodisce la luce ed il calore che sembravano scomparsi.

Nulla muore, ma solo si nasconde. Si muove, si sposta. E' il tempo dell'energia raccolta, custodita al centro. Qualcosa si è "addormentato fuori" per "risvegliatrsi dentro" (crf. Il Corso dell'Anno come respiro della Terra). Il corpo riposa, chiede meno movimento, sta volentieri tranquillo fre le mura domestiche. L'anima invece si sveglia, chiede attenzione, luce, calore: è nel buio che il pensiero lavora, che progetta, crea, prepara le basi su cui poi si avrà a costruire. "L'inverno apre le porte all'Estate dell'anima", dice Rudolf Steiner. E' il tempo giusto per prendersene cura.

L'osservazione profonda della natura può fornirci davvero grandi aiuti per compredere ciò che siamo e come è più opportuno agire, per sinergizzare con essa ed armonizzare con quello che è il movimento dell'energia nel cosmo.

Cosa leggiamo ora nel suo grande libro?

Al buio e sotto la neve, i semi iniziano a germogliare. Il loro lavoro ancora non si vede, non è manifesto. I tegumenti esterni si deteriorano fino a decomporsi, accettando una morte indispensabile alla rinascita. Al buio e nel silenzio, si preparano a rompere le zolle per emergere alla luce. Ma questo avverrà a suo tempo. La luce inizia il suo cammino di ritorno e risplende massimamente come "luce raccolta", o luce interiore. Ecco la gioia che le tante luminosità natalizie suscitano nel cuore: è "luce raccolta", come quella che accende il verde fra le calde mani del muschio nel presepe, nascosta sul cammino che porta alla stalla, che fa capolino nell'erba gelida come nel cielo lontano. E' una luce di promessa, di speranza. Alimentiamola.

dicembre 2008

 

Il Viaggio Iniziatico:

Con Samhain (la festa di Ognissanti, Halloween, o Capodanno Esoterico) si ha l'Inizio dell'Opera; è la prima tappa del cammino: in essa si attua la scelta fondamentale, che è quella di "accogliere la scintilla divina" in noi, ovvero la sollecitazione dello spirito a intraprendere il Viaggio. Non importa se, all'inizio, anche il cammino spirituale è dettato in prevalenza da interessi materiali: "all'inizio è il nero", dicevano gli antichi filosofi: all'inizio non si capisce mai bene... né dove devo andare, né, soprattutto, perché... Ma all'inizio "deve essere il nero": ogni seme nasce nel buio e troppa luce lo ucciderebbe.

La prima tappa del Cammino mi guida a "solidificare le basi", procurando cioè tutto ciò che necessita al viaggio: metaforicamente, questo significa predisporre nella vita le basi materiali che forniscono la sicurezza e la solidità necessarie: anche se non impossibile, è infatti difficile, per molti, dedicare tempo ed energia mentale ai problemi dello spirito se a prevalere sono le preoccupazioni esistenziali della vita, come il lavoro, il tetto sulla testa e via dicendo. Per questo, il Corso dell'anno insegna a "predisporre il cammino" a cominciare dalle sue basi materiali, proprio come facevano un tempo i pastori che, in autunno, portavano al riparo gli armenti e provvedevano a raccogliere le provviste per l'inverno.

Yule invece, seconda tappa del Cammino, celebra, nel pieno dell'Inverno cosmico, il tema del "desiderio": in essa si completano le condizioni di benessere, indispensabili per poter aprire l'aniimo alle dimensioni spirituali. E' legittimo infatti che la vita abbia ad offrire, oltre all'indispensabile, anche quel "qualcosa in più" atto ad alietarla e a renderla più "desiderabile". Questa è la soddisfazione del desiderio, quello giusto e legittimo, che Yule ricorda quale auspicabile prodromo al cammino. E' quanto celebra anche il nostro Natale con i doni che porta, che rappresentano il "superfluo", il "piacere" che rende più completa la vita. E' questo un insegnamento da non trascurare, proprio perché per molti esiste la tendenza a considerare distantii e separati i cammini che portano alla felicità terrena rispetto a quelli rivolti ad una inafferrabile dimensione spirituale.

 

Il Processo alchemico

Così come il seme sotto la neve, preparandosi a rompere le zolle, lascia rammollire i suoi tegumenti esterni sino farli marcire, onde permettere al futuro germoglio di far capolino, altrettanto la natura attraversa, in questo periodo dell'anno, il delicato passaggio della "morte simbolica": morte necessaria, indispensabile, al nascere della nuova vita.

Non scappiamo allora, ma osserviamola bene: è una morte che porta ad una fluidificazione degli involucri: la stessa che dovremmo auspicare anche all'interno di noi, nella nostra terra più profonda, laddove le irrigidite posizioni e protezioni dell'Ego e della Ragione iniziano ad abbandonare la loro rigidità per farsi più fluidi e disposti al dialogo: l'ego diluisce se stesso e si rende gradualmente più disponibile all'incontro con l'altro. Così anche la Ragione, accettando la "scintilla di Samhain", si "apre" al dialogo con l'Incoscio, si rende disponibile ad "illuminarlo" (il processo che gli antichi chiamavano solificatio) senza per questo volerlo sopraffare. E' un passaggio importantissimo, indispensabile al prosieguo del cammino. Se non c'è questo "atto di umiltà", che implica una "morte iniziatica" dell'ego e dei suoi subdoli meccanismi di dominio, non ci sarà vera crescita né autentica evoluzione.

La "Materia dell'Opera", infatti, è il nostro Sé, la parte più intima del nostro animo che troppo spesso, per paura o giusta protezione, si camuffa ed assume altre sembianze: il Cammiino allora, è cammino di rivelazione di noi stessi, di ciò che siamo; in altre parole, è cammino di autoconoscenza. Non esiste cammino spirituale che non passi attraverso questa fase. Se manca questo passaggio, il cammino tutto non è che un grande abbaglio, un'altra ennesima trappola dell'Ego che tende a proteggere e nutrire solo se stesso.

 

Yule e il primo risveglio iniziatico

Nel linguaggio alchemico, il termine fluidificazione è sinonimo di attivazione: la materia grezza iniziale già in sé contiene "tutto", ovvero gli "ingredienti necessari " all'Opera: questi comprendono in particolare l'insieme di tutti gli opposti e tutte le contraddizioni che formano e costituiscono la nostra vita, come anche il nostro corpo fisico. Questi "ingredienti" sono però contenuti nella materia grezza in stato di caos, ovvero di in-coscienza ed in-consalevolezza, non comunicano fra loro perché "prigionieri" del loro stesso involucro protettivo.

Attivata dalla "scintilla divina", detta anche "impulso mercuriale" la materia inizia a modificarsi; attraverso la fluidificazione della materia grezza si forma la "sostanza mescolata". I suoi componenti si fondono, si incontrano e si conoscono...

Cosa significa al di là della metafora? E' questo un passo di profondissima saggezza: con la formazione della sostanza mescolata, gli opposti si incontrano e si fondono, accettando di "rinunciare" ciascuno alla propria iniziale individualità. Le contraddizioni possono comporsi: e questo, in vista di una superiore evoluzione. Ma se non c'è questa rinuncia, questa "morte iniziatica", non potrà esserci alcuna tappa futura.

L'onda della metafora lambisce terre lontane: il "passo indietro dell'egoità" permette al vero Sè di nascere e liberarsi... la ragione illumina l'inconscio senza prevaricarlo e questo a sua volta libera contenuti preziosi... ma anch'esso deve rinunciare a qualcosa, ai suoi segreti come alla sua "paura", deve rendersi accessibile alla ragione, imparando a affidarsi a mani superiori...

Ecco perché si dice che, a Yule, nel tempo del solstizio invernale, nel pieno delle tenebre, si celebra il primo risveglio iniziatico: risveglio che deve passare attraverso l'accettazione di una morte, attraverso il "passaggio obbligato" nel buio, ovvero in una dimensione di "non conscenza" e non comprensione. "Buio", il cui scopo è anche quello di portarci a sviluppare il "senso dell'affido", quel saperci affidare alle mani invisibili che guidano le nostre vite. Questa la vera Luce, il Cammino la sua conquista...

 

La formazione della Sostanza Mescolata e la trappola della dimenticanza

L'Uomo è doppio. L'Uomo "è" la Sostanza Mescolata. L'Uomo, creato dalla terra fecondata dalle lacrime di un dio... E' giorno "e" notte, maschio "e" femmina, luce e ombra; la sua vita, è gioia e dolore. Ma, soprattutto, esso non è solo materia, contiene elementi spirituali superiori che "può" coltivare dentro di sé.

Tuttavia all'inizio è il buio: egli non possiede questa consapevolezza; non ricorda le sue origini divine. E può perdersi nella trappola della dimenticanza. La scintilla divina, l'oro, disceso a Samhain, nel tempo del concepimento nascosto, si perde, momentaneamente, nel "buio" della materia: la sostanza mescolata è, ancora, luce nascosta. E' luce in cammino. E' luce, nel cuore del buio.

Loredana Filippi

dicembre 2009/dicembre 2010

Al di là dello spazio e del tempo infinito, l’amore di Dio viene ad afferrarci.


Viene quando è la sua ora.


Noi abbiamo facoltà di acconsentire
ad accoglierlo o di rifiutare.


Se restiamo sordi, egli torna e ritorna ancora, come un mendicante;
ma un giorno, come un mendicante, non torna più.


Se noi acconsentiamo,
Dio depone in noi un piccolo seme e se ne va.


Da quel momento, a Dio non resta altro da fare, e a noi nemmeno,
se non attendere.
Dobbiamo soltanto non rimpiangere il consenso
che abbiamo accordato, il sì nuziale.
Non è facile come sembra,
perché la crescita del seme, in noi,
è dolorosa.


( da S. WEIL, Attesa di Dio, a cura di J.M. PERRIN).

 

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dal Libro di Giona

Mi hai gettato nell'Abisso, nel cuore del mare. Le acque mi hanno ricoperto. L'Abisso mi ha avvolto. Le alghe si sono avvinte alla mia testa. Sono disceso fino alla radice dei monti.

stella

II° tappa del cammino d'iniziazione:

Ogni processo o percorso che conduca alla Consapevolezza e alla Realizzazione, passa attraverso una morte simbolica ed una successiva rinascita. Tutti gli antichi riti solari, come in realtà ogni processo di iniziazione, sono centrati su questo tema. Così anche il Corso dell'Anno è basato fondamentalmente su di una "visione circolare" e non lineare del tempo, visione che porta in sé l'idea dell'Eterno Ritorno: "nulla muore, ma solo si nasconde..."

Il "RITORNO"non è mai ripetizione di uno status precedente: si tratta sempre di una RINASCITA ad uno STADIO NUOVO E PIU' ELEVATO.

Samhain e Yule rappresentano la "nigredo", la prima fase o "fase al nero" del Cammino.