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<Rubrica Il Corso dell'Anno - Archivio Editoriali

 

24 giugno

San Giovanni e il Solstizio d'Estate:

la celebrazione del Frutto Nascosto

Midsummer's Eve - St. John's Eve

 

Apogeo di luce e di calore, il solstizio estivo fa emergere quel confine sottile che separa la crescita dal declino, il processo di maturazione dal compimento del medesimo e la nascita del frutto.


Lo Zenith transitorio

Intorno al 21 di giugno, il sole celebra il suo trionfo. Risalito dagli abissi e raggiunto il punto più alto del suo cammino, manifesta la sua pienezza e celebra la conquista del suo lungo viaggio: la natura verdeggiante e brulicante di vita innalza il suo inno alle forze della luce, delle quali può ora godere massimamente. Tuttavia, nel tempo in cui possiamo ricevere il massimo dalle forze solari, ecco che l'astro sembra indugiare nel cielo, quasi a ricordare che un "giro di boa" è vicino. Nel giorno più lungo dell'anno la luce rivela, al contempo, l'inizio del suo declino.

Superata l'illusione del suo momentaneo fermarsi (sol stat), inaugura un cammino a ritroso, lento ritorno che, gradualmente, sembra far spazio alla stagione del buio, sua opposizione, la quale, ancora invisibile, comincia tuttavia a prospettarsi all'orizzonte: il sole sa ritirare se stesso, dopo essersi portato a completa manifestazione.

Siamo allo Zenith del cammino. L'incontro fra gli opposti che si sono congiunti a Belthane, si predispone ora a generare il Frutto. Compiuto il lungo viaggio, dalle radici alla cima dell'albero in fiore, il frutto già polposo "sa" che, per compiere se stesso, deve "farsi piccolo", deve "tornare seme" e ri-cadere ai piedi dell'albero, tornare al terreno dove poter "marcire", per portare nuova vita. Non è morte, questa che la natura ci insegna, ma prospettiva di rinascita e compimento.

I cicli della crescita e della maturazione acquisiscono significato unicamente nel momento in cui, inaugurando il loro cammino di ritorno, fanno spazio ai cicli del declino e della trasformazione.

 

La celebrazione del "frutto nascosto" o della Gestazione Divina non ancora manifesta.

Il connubio, o "conjunctio" tra gli opposti, tra coscienza e inconscio, rappresenta l'unione dei contrari che dà luogo all'azione moltiplicatrice, generante Abbondanza e Fortuna. Con Belthane siamo entrati nella "rubedo " o "fase al rosso" dell'Opera, la fase del Figlio o del Frutto, in cui questo, simbolicamente, prima si manifesta (frutto d'argento, in occasione di San Giovanni), ma solamente in seguito potrà essere colto, diciamo così, nella sua vera essenza (frutto d'oro, con Lugnasad). Il Vero Frutto, quello che porterà seme, è ancora nascosto e invisibile. Di esso percepiamo il preludio in tutto ciò che, nella vita terrena, si manifesta come realizzazione dei nostri obiettivi e del nostro cammino.

Dopo Samhain (Halloween), la notte più magica dell'anno è quella di San Giovanni (24 giungo), la notte della rugiada, dei fiori e delle erbe miracolose dove sogno e vita reale, umano e divino, si incontrano e si fondono, sino a costituire un'unica, nuova, realtà. Re e Regina, maschile e femminile dell'Essere, ma in realtà tutte le contraddizioni che si manifestano in qualità di opposti, rivelano anche la loro possibilità di incontro e di fusione. Universale atto d'amore che ri-crea l'Essere nella sua interezza, l'Essere che, prima, ha conosciuto, cioè "attraversato" la divisione, nonché il dolore della separatezza, per poi ri-nascere a se stesso, ri-congiungendosi e ri-conoscendosi in una superiore composizione delle parti, vera e propria ri-nascita...

Per la psiche che l'attraversa, è l'inizio di un'epoca di incredibile fertilità: la gravidità è il simbolismo di San Giovanni, gravidità di forze nuove, nuovi progetti e nuove strade che ora si rivelano nella loro concretezza e che porteranno poi, entrando nella fase all'Oro, culmine sacro del processo, abbondanti, e soprattutto veri, frutti.

Ora la terra, ingravidata, matura nella sua gestazione: ma il frutto che si manifesta rendendosi visibile, è solo il frutto d'argento, preludio al frutto d'oro che verrà raccolto nella stagione successiva. Quale morale nasconde questo simbolismo? I frutti della maturità sono frutti d'argento, importanti e preziosi, frutti del mondo visibile, ma non sono che il preludio al Vero Frutto, che appartiene ad altri Regni, che è Frutto d'Oro e porterà il "seme". Esso comparirà solo nella Tarda Estate, il momento appunto del Raccolto, quando le messi saranno alte e la rugiada lunare (la stagione del buio che avanza) avrà nutrito col silenzio ed il buio della sua notte, il seme che il frutto nasconde. Il vero raccolto, il fiore d'oro, sorgerà quando il ciclo sarà completo. Il suo concludersi o la sua "morte", inizio di un nuovo ciclo, sancirà la nascita del Fiore. San Giovanni battezzava con l'Acqua, ma dopo di lui verrà chi battezzerà col Fuoco...

 

Il Frutto d'Argento e l 'Elisir al Bianco.

Il Solstizio d'Estate è tappa fondamentale in ogni percorso spirituale: gli antichi filosofi la chiamavano "tappa dell'Elisir al Bianco" o del Frutto d'Argento, che nasce sotto il potere della Luna. Esso porta alla prima importante maturazione dei nuovi schemi di comportamento, destinati a durare e a dare frutti preziosi: questo livello di maturazione del Cammino, apre la strada alle facoltà latenti in ogni uomo, risvegliandone sensitività e veggenza, che non significano strane o misteriose facoltà paranormali predominio di aspiranti manipolatori, bensì virtù squisitamente umane, che ci "sensibilizzano" al lato invisibile delle cose, addestrandoci a riconoscerlo per valorizzarlo e, soprattutto, per farci abbandonare la visione egoistica ed opportunistica del mondo, dominata dall'illusione della sua separatezza...

 

Il maschile al culmine della sua consapevolezza.

Nel dialgo tra lo Yin e lo Yang, il maschile e il femminle della natura, ecco che questo momento dell'anno acquisisce caratteristiche particolari: il maschile solare, cresciuto lentamente da Imbolc ad Equinox (da febbraio a marzo), ha acquisito forza e conoscenza di sé, sino a che, a maggio-Belthane, ha potuto espimere se stesso "osando penetrare" l'opposto che ha conosciuto ("osare" è ruolo tipico del maschile, che chiama in gioco l'Iniziativa, la Volontà propositiva, yang, appunto), inaugurando con esso un dialogo non di scontro, ma di incontro e di fertilità.

Siamo nel pieno della fase al rosso quella in cui, nel compimento dell'Opera, si manifesta ora la nuova presenza del "figlio"; nel linguaggio ermetico, il simbolo era l'Albero dai Frutti d'Argento, lunari, cioè ancora brillanti di luce riflessa: l'Iniziato è ormai entrato nel Giardino dei Filosofi dove sorge l'Albero della Vita. Ora può vedere il proprio Albero, sino a entrare in esso, cioè capire se stesso. Vede quali sono i comportamenti da lui sino ad ora adottati in determinate circostanze e può, ora che "vede", abbandonare gli schemi di comportamento perdenti e sostituirli con altri nuovi, in parte già sperimentati ad Equinox e Belthane. Si tratta di una fase di consolidamento delicata e importante in cui si rende necessaria una particolare costanza nel cammino ed un rafforzamento della volontà, che non permetta passi indietro. E', nella psicologia ermetica, la cosiddetta Fase Coaguala, che porta alla concretizzazione dei risultati. Nel momento in cui le maturano le messi, è tempo per ciascuno di riconoscere i propri talenti per poterne celebrare la manifestazione (e l'azione) nel mondo esterno.

Il maschile, giunto al suo zenith, fa ora spazio alle forze lunari e notturne: è il femminile che si prende in carico ora il compito di continuare il cammino, portando il seme a maturazione. Lo fa man mano che esso stesso cresce e si rinforza (con la stagione del buio che avanza) e che, come ha fatto prima il maschile, prende consapevolezza di sé.

Ecco allora, in questo particolare momento dell'anno, che il maschile, giunto al culmine della sua espressione, pur prevalendo ancora nel gioco, lascia gradualmente il passo al femminile notturno, sostenendolo nella sua crescita. Questo intrecciarsi consapevole delle forze, nella comprensione che matura in entrambi i ruoli, necessari l'uno al compimento dell'altro, è il miracolo più grande della danza della vita, il miracolo che porterà alla maturazione del frutto. E tale maturazione si compirà quando il "declino" parrà imporsi e dominare. Riferendo le Parole del Cristo, San Paolo diceva: "la mia Potenza si manifesta nella mia Debolezza"...

Nel "ritorno", nel "ritiro" dunque, è celata la forza: la "funzione madre", come il mare o la marea, sa ritirare se stessa, per permettere che l'amato sia.

 

Loredana Filippi

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mercoledì, 24 giugno 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Atmosfera di S. Giovanni

La bellezza splendente dei mondi

mi costringe a liberare, dalle profondità dell'anima, le forze divine della mia vita per il volo nell'universo;

ad abbandonare me stesso ricercandomi pieno di fiducia sol nella luce del mondo e nel calore del mondo.

Rodolf Steiner

Il Calendario dell'Anima