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Il mito dell'Unicorno

 

Il Cervo è l'intelletto razionale, che può "vedere" l'Unicorno, ma non può salire sino al suo livello (Lambsprinck, 1678)

Simbolo di una essenza infinitamente pura, l'Unicorno rappresenta la sublimazione della forza selvaggia: esso infatti compare, nel mito (secondo Christian Rosenkreutz, il mitico fondatore dei Rosacroce, nelle sue Nozze Chimiche), quando oramai il "cinghiale" è vinto; come le luna splendente che squarcia le nubi nel silenzio che segue la tempesta, presso una Fonte, ecco che compare il candido unicorno, bianco come la neve...

Selvaggio e schivo, esso non si lascia avvicinare da nessuno se non da una Vergine ed è talmente fiero che, qualora fosse catturato, non si lascerebbe né tenere né domare, mamorirebbe di dolore. Prima di arrendersi, comebatte con tutte le sue forze affilando il suo Corno su di una pietra... Tutti i testi antichi dicono che, unico modo per catturarlo consiste nel mettere una Vergine sul suo cammino: egli ne sarà subito attratto e andrà a posare il capo sul suo grembo.

 

Oltre la metafora: solo quando avrà raggiunto un perfetto stadio di purezza, lo spirito dell'Iniziato (la Vergine) potrà incontrare il proprio Unicorno (la parte più profonda e pura di sé, il Maestro...)

Lo specchio, che rimanda l'immagine dell'Unicorno, indica che la purezza della Vergine è profonda, fino all'Inconscio.

(La Dame à la Licorne, XV sec.)

L'Unicorno di Rosenkreutz s'inchina davanti al Leone, come per tributargli omaggio: nel linguaggio ermetico, il simbolo ci indica che l'Unicorno è un gradino inferiore ad esso (ogni animale non è che la rappresentazione di una parte del sé, o di un "gradino di evoluzione" dell'anima, nel suo cammino di consapevolezza), ma entrambi derivano dalla stessa Fonte (l'incontro o, meglio, gli incontri simbolici in genere, avvengono sempre in prossimità dell'Acqua) ossia essi non sono che due aspetti di uno stesso processo spirituale.

La tradizione narra che, chi cerca di cattutare l'Unicorno, lo fa per impossessarsi del suo taumaturgico Corno, il cui potere principale consiste nell'"annullare tutti i veleni"... Il messaggio va naturalmente letto in chiave esoterica: il Corno rappresenta l'Arte (il Cammino di Saggezza, un tempo considerato esoterico) la quale, sola, ha vera capacità di annullare tutti i veleni, ma non può esser conquista con la frode o con l'inganno. Unico strumento per farla propria è il processo di purificazione che, nel Corso dell'Anno, è rappresentato dal tempo della Candelora, attraverso il simbolo dell'Unicorno, unico essere (qualità/virtù) in grado di guidarci verso la Magica Fonte di Giovinezza...

Il procedere lungo il Cammino di Conoscenza rappresentato dall'Arte, deve passare attraverso il momento della "purificazione del dolore inconscio" (leggi: -> Imbolc e la Candelora)

"L'Unicorno è l'ideale di estrema purezza, di candore spirituale cuideve mirare l'Iniziato. Quando la sua anima si sarà elevata e purificata in massimo grado, allora sarà pronta per incontrare l'animale più nobile e più puro. ... Nel momento in cui un'anima accetta l'avvicinarsi dell'Unicorno ha già scacciato la propria Serpe, che è il priimo passaggio della purificazione. L'Unicorno è maggiore coscienza di sè, estesa anche all'inconscio." (M.° Fulvio Boonini)

In molti dipinti infatti, la Vergine accanto all'Unicorno regge in mano uno specchio il quale rimanda ancora l'immagine del bianco animale; lo specchio è simbolo dell'inconscio, della possibilità di vedere la parte di noi (il volto - identità) cui non abbiamo diretto accesso attraverso i nostri sensi. Essa sa dunque vedere nel profondo di sé, in cui è celata la purezza dell'Unicorno...

Altra caratteristica di questo mitico animale, è che nessuno può cavalcarlo, tranne il Selvaggio: costui, non rendendosene conto, lo scambia per un comune cavalllo... In altre parole: il primitivo, al pari degli animali, è uno spirito puro e, come tale, ancora in armonia con la natura... Ciò che per il "selvaggio" è naturale (egli "non sa" di cavalcare l'Unicorno...) per l'Uomo invece dovrà esser frutto di meritevole conquista...

... è lo scopo ed il significato ultimo anche della festività di Imbolc...

L. F. 16 gennaio 2012