L'uomo e il cosmo

di Tiziano Bellucci


L'uomo proviene da un passato di partecipazione spirituale con il cosmo: egli non è un essere circoscritto solo dentro la sua pelle. E' unito al cosmo e alle sue forze: ne è parte. Una volta egli era consapevole di questo, sentiva operare in lui le forze della natura: oggigiorno si è perso questo sentimento di appertenenza al cosmo e ai suoi ritmi.

Qualcosa di questo legame con il cosmo lo si può percepire nell'avvicendarsi delle stagioni: lo si può arricchire tramite la scienza spirituale, sperimentarlo fino a sentirlo vivo dentro se stessi. Cercando di acuire la sensibilità di fronte egli eventi naturali: il crescere e il deperire, lo sbocciare e lo sfiorire. Si può sperimentare qualcosa di più che un semplice aumentare e diminuire della luminosità e della temperatura. Si può arrivare in primavera ad avvertire le forze elementari che producono germinazioni, gli esseri che turbinano intorno alle piante seguendo le linee di forza prefissate dagli spiriti planetari. L'uomo avverte chiaramente la sensazione della vita, del crescere, in primavera e in estate; sente l'appassire e la morte in autunno e in inverno.