scrivimi!

 

 

 

 

 

Regala uno "spazio sacro": una seduta di "Shiatsu e Medicina dei Significati"

 

 

 

> Il simbolo del Dono

avere o essere:

cosa regalo a natale??

una nuova visione dell'etica del dono

Il Dono è un messaggio, è strumento di comunicazione: se supero l'illusione materialistica dell'aumentare esclusivamente il "possesso" altrui posso, anche attraverso un ordinario regalo materiale, avvicinarmi all'altro e veicolare, attraverso il regalo, il messaggio nascosto, quale vero dono...


Ogni anno ci ritroviamo a porci le medesime questioni: cosa regalo questo Natale? Subito il pensiero va a qualche nuovo oggetto o cosa che immagino possa esser gradito a colui cui desiderio farne dono. Ma tutti, oggi, qui, abbiamo già quasi tutto; grazie al cielo, ovviamente... Ciononostante, dobbiamo comunque sforzarci di partorire qualche nuova idea, originale, gradita e, magari, anche economica...

L'etica dell'"avere", ausiliaria di quella imperante relativa al "culto del possesso", cui difficilmente riusciamo ad esonerarci nonostante tanti buoni propositi, riesce ancora una volta a imporsi in un mondo già saturo di esteriorità con tutte le sue leggi dell'inutile accumulo... Desideriamo l'avere sino al punto di identificarci con esso. Ma siamo proprio sicuri, mi chiedo, che anche l'"altro" cui, attraverso il dono, mi rivolgo, desideri conformarsi a questo inutile rito?

Il Dono in sè è un messaggio: è desiderio di avvicinamento e comunicazione. Attraverso di esso il mio essere vuole comunicare "qualcosa", vero dono, che dovrebbe essere simbolicamente contenuto anche in quello materiale. Questo accade soprattutto quando oggetto di un regalo è un libro: difficilmente questo è il primo che ci capita fra le mani... generalmente ci interroghiamo, più o meno consapevolemente, circa quale tipo di messaggio vorrei che il libro facesse arrivare... E quale enorme messaggio, se ci facciamo caso, nel donare il Cibo? Una torta, dei biscotti fatti da me, con le mie mani... senza l'intento di esaurire alcuna fame esteriore ma piuttosto di andare incontro a quella, noscosta e molto più importante, di cui tutti soffriamo: la fame-bisogno di affetto, attenzione e ascolto, come pure di riconoscimento, che anche solo il "pensiero" dell'altro può sempre nutrire...

Il dono diviene così veicolo di incontro tra me e l'altro, tra il dare e l'avere il cui dialogo regge le leggi del nostro universo... Riconoscimento del valore dell'Altro e dell'importanza del suo incontro, si fa omaggio alla sua "bellezza" come essere che la vita ha disposto lungo il nostro cammino.

Ecco allora che, se nutro questa consapevolezza, riuscirò sempre più a staccarmi dall'inconsulta frenesia del dono a tutti i costi... Anche il dono più tipicamente materialistico ha comunque un significato se, dietro la sua apparanza esteriore, riesce a dare voce allo sforzo che faccio per "immedesimarmi" nella persona che lo riceve, a calarmi in lei sino a percepire quali potrebbero essere i suoi bisogni oppure, perché no, i suoi desideri.

Proviamo dunque a "donare essere", più che avere, non solo agli altri ma anche a noi stessi... doniamoci, soprattutto, potenzialità di DIVENIRE...

L.F.