Nasce una Medicina dei Significati KubriK, 2001 Odissea nello spazio

La malattia non è che il segnale di una "separazione" da una parte del nostro essere e ci indica che non stiamo procedendo nella giusta direzione.


Il metodo delle scienze positive esige che ci si "attenga esclusivamente ai fatti". Così la medicina ufficiale cerca sempre di spiegare il "modo" in cui uno squilibrio si è prodotto, indaga il "come" si determina il guasto nel complesso meccanismo del corpo umano. Ma difficilmente si chiede per quale ragione lo squilibrio si è manifestato, difficilmente ricerca il "perché".

La "causa della causa", al di là dei fatti meccanici, diviene il 'significato' della stessa malattia. Hai mal di stomaco e il medico ti chiede: cosa hai mangiato? Hai preso freddo dopo il pasto? Hai forse esagerato col bere? E conclude, per lo più, dicendo che potresti avere l'ulcera e che ti consiglia vivamente una gastroscopia. Sempre meglio prevedere il peggio, ci insegnano oggi; ma ci insegnano anche a vivere sempre nel terrore e a non considerare che, magari, la causa di tanti malesseri è proprio la paura.

In definitiva, nessuno ci insegna a praticare, da soli, una "ecografia" o una "radiografia" - sempre comunque innocua - del nostro essere (o mal - essere) interiore, del nostro “sentire” e del nostro vivere quotidiano. Nessuno ci invita a chiederci: quanto sei felice? Cos'è che non ti quadra? Stai parlando sinceramente con te stesso? Questo al medico non interessa o, per lo meno, non gli compete. Egli ti può aiutare a guarire il sintomo ma è anche certo che questo, prima o poi, si ripresenta.

La medicina tradizionale propone, generalmente, un unico tipo di farmaco per almeno ventidue cause diverse di cefalea: cefalea psicogena, psicosomatica, emotiva, mestruale, alimentare, da tossici esogeni e da tossici endogeni, muscolotensiva, cefalea da sforzo, da rigetto e chi più ne ha più ne metta.

Per lo più, comunque, siamo spinti ad usare sempre lo stesso prodotto, perché "sappiamo che funziona". E, così facendo, le occasioni non mancheranno per riconfermarne ogni volta l'efficacia! Per questo è di fondamentale importanza che, ad una "medicina delle cause o dei fatti", si venga sostituendo finalmente una "medicina dei significati", non per indurre ad uno sciocco stoicismo, ma per debellare o, meglio, demotivare, la malattia alle sue radici.

Imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi è il primo e indispensabile passo verso la guarigione; e questa può realmente definirsi tale solo quando è stato compreso il messaggio di cui la malattia è sempre portatrice.

Loredana Filippi

pubblicato su www.lifegate.it, il 16 - 4 - 2003