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Superare la tragicità... non per ignorare il problema ma per meglio "com-prenderlo"


Il Pensiero umano è estremamente potente: esso crea e lo fa in modo immediato, soprattutto se unito ad un sentimento o emozione. Focalizzare il pensiero sulla tragedia dunque, significa nutrire l'aspetto negativo degli eventi.


Anche se tale proposta va palesemente contro il pensiero razionale comune e può apparire addirittura quasi "sacrilega" in un certo comprensibile "senso", è tuttavia necessario, soprattutto per chi si sta sensibilizzando ad un "cammino di Significato", comprendere che bisogna imparare a trascendere ed andare oltre l'apparenza manifesta delle cose che accadono evitando, in particolare, di focalizzare il nostro pensiero sulle note tragiche delle vicende umane.

Mettere a fuoco la possibile (per quanto spesso difficilissima anche da ipotizzare) motivazione positiva e creatrice che sta sotto ad ogni evento, nascosta, che non riusciamo a vedere e che, invece, è naturalmente tanto più grande e fondamentale di quella che percepiamo come disgrazia. Le grandi circostanaze collettive hanno radici proprio laddove la nostra realtà razionale non ci porta, non può portarci...

Proviamo dunque a leggere le tristi vicende dei nostri tempi secondo questa nuova prospettiva e, soprattutto, ponendoci una domanda: cosa viene insegnato all'umano, attraverso l'enorme mole di sacrificio che gli viene ripetutamente richiesta? Quale messaggio la Vita sta urlando alle nostre sorde orecchie? Cosa dobbiamo urgentemente comprendere?

Forse, fra l'altro, noi crediamo che la cosiddetta energia che in varie forme si manifesta sul pianeta sia qualcosa di morto, di simile ad una risposta di azione-reazione...

E se provassimo invece a vedere in Essa, ad esempio nell'Energia Nucleare di cui oggi purtroppo si fa così spesso menzione, il manifestarsi di Forze che hanno una loro Intelligenza, e soprattutto una loro legittimità profonda e che noi andiamo a scomodare con tanta superficialità e, quantomeno, arroganza?

Pensiamo ad un animale feroce il quale, per un po', sta anche al gioco quando permette di giocherellarci assieme... magari giocherella anche lui e trattiene le unghie... Ma, quando poi si abusa della sua pazienza... ecco che con una zampata sa ben lui cosa fare...

Proviamo, allora, ad essere almeno consapevoli non solo dell'imprudenza del "giocherellare" - cosa che crediamo, ma solo "crediamo", scontata; in realtà stiamo, purtroppo, davvero tristemente giocherellando... - ma, soprattutto, della necessità di rispettare tali forze, di avvicinarsi ad esse con rispetto, nella consapevolezza che "rispettare una cosa" significa guardare ad essa legittimandola, sino a comprendere (leggi: accettare e non capire!) il suo posto nell'universo...

Ricordiamoci che non tutto ci è dato vedere...

Loredana Filippi