Articolo di presentazione del mio nuovo Canale Telegram, cui siete tutti invitati:
Il Nuovo Mondo si avvicina. Ma per accedervi dobbiamo varcare una soglia. Ed è una soglia della coscienza.
Come ogni inizio è delicato e va protetto. Ma, soprattutto, come ogni nascita, esso chiede un capovolgimento, di cui la nascita biologica si fa simbolo.
Cosa significa Capovolgersi? Basta guardare cosa fa il bimbo nella pancia della mamma: porta la sua testa verso terra. Questa parte del suo corpicino è quella con cui la natura chiede di entrare in questo mondo.
Ma non si tratta dell'”andare di testa” nel senso del mettere la razionalità di cui la natura ci ha dotato prima di ogni altra funzione. Come specie, essa ci caratterizza, certo. Tuttavia, il simbolo – che tale è e, in quanto tale, “segnala una via” – ci dice anche altro: ci parla di un “sacrificio”!
Ci dice: questo è il tuo dono più grande ma, per onorarlo, cioè per onorare te stesso, offrilo sempre alla terra. Riportalo ad essa! Non dimenticarti di lei.
Solo così il sacrificio non sarà rinuncia, ma sarà celebrazione: il sacrum facere degli antichi. Rendere sacro ciò che offro; ciò cui, nell’apparenza dell’essere, sono in grado persino di rinunciare. O, meglio, al cui “attaccamento” SO, “so di sapere” rinunciare.
Il Nuovo Mondo è qui. E chiede una nuova visione, una nuova weltangshaung, nuova visione della realtà.
Qualcosa va abbandonato, il “vecchio”, cui peraltro non significa rinunciare: significa arricchirlo di nuova sostanza.
E questi nuovi tesori che si apprestano ad arricchire l’umano, in questa sua terrena esperienza, non vengono da fuori: ma dal cuore della Sua Terra. Quella Terra cui gli è chiesto di guardare, proprio nel momento in cui vi giunge, cui gli è chiesto di riportarsi sempre, soprattutto nei suoi più arditi slanci verso il cielo, per potersi dire, veramente, umano.
È l’humus che ci contraddistingue: è quell'”umiltà” richiesta alla specie, soprattutto nei momenti in cui il cielo le si apre dinanzi.
Se non la consideriamo, il rischio è enorme. E, come raccontano i miti di cui tutta l’umanità porta la voce, il rischio è fare la fine di Icaro, di Lucifero… Quella spinta alla conoscenza che anche il sommo poeta condanna, perché nutrita unicamente dall’orgoglio e dall’ego.
Spinte narcisistiche modulate solo da una illusione di potenza. Illusiva, proprio in quanto non radicata in quelle fondamenta piantate nella terra, dove ogni slancio verso il cielo trova forza e rinnovato carburante propellente.
Questo è il pericolo che corre oggi l’umanità, nel momento in cui, come non mai sino ad ora, il cielo offe le sue più superbe attrattive.
Ma il pericolo è grande, immenso, se l’uomo vuol coglierne il fiore, dimentico che questo vive solo grazie alla pianta che con le sue radici lo ha nutrito.
Cielo e Terra, Padre e Madre, ragione e sentimento, insieme, nutrono l’Etica che ci fonda. Non si prescinde da questa.
Altrimenti la nostra specie diverrà Sub – non super – umana.
Forse per qualcuno, l’obiettivo è proprio quello di renderci macchine, droni telecomandati, avvezzi all’obbedienza più che al Pensiero, critico e creativo. Si è creativi solo quando nutriti dai due principi cosmici: c’è fertilità solo laddove c’è unione, incontro, collaborazione.
In questo canale non ci saranno ricette, chiaramente. Ognuno deve operarsi per trovare la propria, fondata sul proprio “sentire”, poiché questo significa operare la rivoluzione della coscienza. Poi incontrarsi, ecco. E condividere.
Offrendo ciascuno il proprio frutto migliore.
Varchiamo dunque questa soglia dei tempi, con tutta la gioia che può donare il migliore Frutto della nostra specie. Ricco di semi, frutto dell’Amore, pronti a germogliare.
*Loredana Filippi*






